domenica 16 agosto 2015

L'arrivo di Inga. Ovvero, una serie di fortunate coincidenze.

Tutto ebbe inizio con un post su facebook del 14 Ottobre 2014. Galeotta fu la foto, e chi la pubblicò. Lo ammetto, fu un colpo al cuore, vedere quel musetto e innamorarmene perdutamente, fu una cosa sola. Attenzione perchè adesso viene la cosa complicata, un nostro amico, in visita a casa di una amica, pubblicò la foto incriminata, io mi innamorai della gattina della foto, chiesi informazioni e scoprii che l'amica del nostro amico abita vicinissima ad un'altra nostra amica, dalla quale dovevamo andare a pranzo la domenica successiva... beh 1+1= 2 , non dire gatto se non ce l'hai nel sacco, ma praticamente Inga aveva già messo piede in casa nostra.
La domenica, dopo pranzo, andammo a conoscere la gattina, noi dovevamo passare al vaglio di chi aveva in custodia la piccoletta, dovevamo risultare responsabili ed idonei a occuparci di una giovane vita felina.

Ovviamente, io ero preoccupatissima, saremmo risultati idonei? avremmo ispirato fiducia nella persona che ci doveva affidare la creatura? No, non ce l'avrebbero mai data... non a me... impossibile... 
Scortati da tutti i nostri amici arrivammo all'appuntamento... appena usciti dall'ascensore incontrammo la meravigliosa persona che aveva salvato la nostra gattina... un'occhiata indagatrice, siamo stati radiografati in tre nanosecondi... la gattina era nostra!
E poi... poi l'abbiamo conosciuta, uno scricciolo... argento vivo.... una scheggia impazzita che correva per tutta casa, inseguendo la sorellina, crollava addormentata per 5 secondi e poi riprendeva a correre come una disperata. Gli altri gatti di casa, non ricordo quanti, ma tanti, la guardavano con una certa benevolenza, senza fastidio evidente, ma uno di loro mi si è avvicinato e mi ha chiesto se avevamo intenzioni serie, lui stesso mi avrebbe preparato il trasportino per portarla via...
La piccolina era rimasta orfana di mamma a pochi giorni di vita, con una sorellina, Giada, e un fratellino che purtroppo non sopravvissuto. Le due piccoline sono state allattate da due meravigliose balie umane, accudite e curate come due principessine, bastava un "miiiuuu" e ogni loro desiderio o necessità veniva soddisfatta. E così, il venerdì sucessivo, Inga è arrivata a casa nostra... e questo, è solo l'inizio.

venerdì 24 luglio 2015

La vita continua

Sofy, la mia dolce Sofy se ne è andata... è volata sul ponte il 25 gennaio di quest'anno. Fino ad ora non ho avuto la forza di riaprire il blog e di scrivere di questa faccenda.
Mi sento molto in colpa, perchè sono convinta che la malattia e la morte di Sofy, siano dovute ad un evento che ha sconvolto la sua vita, l'arrivo di un nuovo componente felino della famiglia, dopo 14 anni di amore esclusivo, per lei è stato troppo.
All'inizio di ottobre dell'anno scorso, ho visto su facebook la foto di una meravigliosa gattina, una squama di tartaruga, bella come non mai, con una triste storia alle spalle, (che racconterò presto).
vederla e decidere che sarebbe venuta a casa con noi ..è stata una cosa sola. Avrei dovuto consultare Sofy, perchè lei, evidentemente, non era dello stesso parere. Vederla, odiarla e cercare di ucciderla, è stata una cosa sola. Per più di una settimana, abbiamo tenuto la piccola in cameretta, con la porta socchiusa a metà e messa in sicurezza da una grata. Sofy passava davanti alla grata e facendo un gestaccio con la zampa le urlava "de-vi mo-ri-re", " te ne vai o no? te ne vai si o no?". La piccina, non sembrava particolarmente turbata dagli insulti, diciamo pure che non faceva un plissè. Sembrava che le dicesse "se insultarmi ti fa sentire meglio, fallo pure". Siamo andati avanti un paio di mesi, tra sputi, ringhi zampottate e musi lunghi. Poi, il fisico di Sofy ha ceduto, non c'è stato nulla da fare, ha ricevuto le migliori cure dai migliori veterinari... ma niente.
Il 25 gennaio, una domenica, la mia carissima amica Cristina, ha aperto il suo ambulatorio solo per noi, Sofy se ne è andata serenamente, tra le nostre braccia, circondata dal nostro amore, spero che mi abbia perdonata, io non riesco.

venerdì 31 gennaio 2014

Gatti e tastiere

Il mio gatto ha una passione sfrenata per la tastiera del pc. Ne ho preso atto e ora vivo più serena. Certe volte, molte volte, vabbè sempre, con i gatti bisogna arrendersi.
A Sofy piace passeggiare sulla tastiera, ha detto che adora la sensazione che si prova quando i gommini schiacciano i tasti, le piace la mia reazione, le piace il risultato, insomma le piace. Non è che ho ceduto le armi senza combattere, dopo innumerevoli sere passate a combattere con il micio, dopo aver rischiato più di una volta, mentre ero collegata a facebook, di chiedere amicizie inopportune (forse anche a un serial killer), sono passata a un pc touch screen. Molto comodo, ma molto meno divertente per il felino. Avrei voluto fotografare la sua espressione, quando la prima sera si è presentata sul tavolo del computer e ha trovato solo lo schermo... la tastiera non c'era... "no dico, e io adesso cosa faccio", passeggiava avanti e indietro e non si capacitava... "è guasto?", avanti e indietro "ma io dove dormo adesso?" e poi è andata via. Per qualche sera ho lavorato al pc in tutta tranquillità... e solitudine. Una insopportabile solitudine. Cioè stare qui col micio sdraiato sulla tastiera, che alza il crapino ogni  30 secondi per farsi dare un bacino... beh è un'altra cosa. Per fortuna basta voltare il pc e lo si può usare con la tastiera. Per scrivere questo post, ho impiegto il triplo del tempo, ho dovuto riavviare il pc due volte, riscrivere il testo una volta, correggere errori di battitura otto volte, ma volete mettere? il sottofondo di fusa e le crapatine sul mento non hanno prezzo.

giovedì 26 dicembre 2013

Botti di capodanno

Natale è passato e ora si avvicina capodanno... un momento difficile per molti dei nostri amici a quattro zampe. Ci sono cani, che letteralmente, perdono la ragione a causa dei botti, e molte volte, purtroppo anche la vita.
I miei cani erano terrorizzati dai fuochi d'artificio. Candy distruggeva tutto quello che le capitava a tiro, vestiti, scarpe, oggetti vari. Pochipò invece cercava di nascondersi, il nascondiglio ideale per lui sarebbe stato il frigorifero, lo considerava il luogo più sicuro della casa, con una bella porta spessa, ma non so perchè, noi non siamo mai stati d'accordo nel lasciarlo entrare nell'elettrodomestico prescelto. Ripiegava allora sulla vasca da bagno oppure un armadio del soggiorno. Tutti e due comunque passavano la notte dell'ultimo dell'anno tremando e piangendo.
Quest'anno vorrei chiedere a quegli sciagurati che sparano botti a raffica, di prendere in considerazione un nuovo luogo per far esplodere i loro fuochi... si mi rendo conto che è un luogo deputato a svolgere altre funzioni, prettamente corporali, ma trattandosi del luogo di origine di molti di questi personaggi direi che per loro sarà un grande sforzo.

giovedì 4 aprile 2013

gatti e guinzagli

Avete mai provato a mettere il guinzaglio al vostro gatto? Un solo semplice consiglio, se il felino in questione è convinto di discendere, per parte di madre, direttamente dalla dea Bastet e per parte di padre da una tigre dai denti a sciabola... EVITATE DI FARLO! Andreste incontro a una inutile battaglia, dalla quale uscireste, inutile dirlo, pesantemente sconfitti.
A casa mia è andata così. Una infausta mattina, mi viene quella che, a me e solo a me , pare una idea geniale: mettere il guinzaglietto a Sofy, così può stare in giardino senza il pericolo che si lanci, con uno scatto felino, sotto al cancello e in mezzo alla strada. Tutta contenta espongo al mia idea a Michi e al gatto. Devo dire che la proposta è stata accolta da subito, in modo piuttosto freddino, senza molto entusiasmo, Michi mi guarda perplesso, dicendo "non mi pare una genialata", Sofy invece dimostra un'indifferenza quasi sospetta...Ma come tutti i grandi geni della storia, non mi curo delle critiche, non do retta alle opposizioni e tiro dritto per la mia strada! I fatti mi daranno ragione! Ordino su zooplus, a un prezzo convenientissimo, pettorina e guinzaglietto, dopo soli due giorni la merce arriva e non vedo l'ora di mettere in atto il mio piano.
L'occasione si presenta con la prima domenica di bel tempo, dopo colazione Sofy si mette davanti alla porta della cucina e chiede di uscire per un giretto in giardino Maaaò...
Ecco ci siamo! adesso le metto pettorina e guinzaglio e la porto fuori!
ma sei sicura? a me continua a sembrare una pessima idea
marmao?
prendo in braccio il gatto, fa le fusa buon segno, senza nessuna difficoltà le metto la pettorina, aggiusto le chiusure, regolo la larghezza un paio di volte e senza nessuna difficolta o obiezioni da parte di Sofy, aggancio il guinzaglio estensibile
ecco, visto? nessun problema!
mah, io non mi fido
mmmr mao?
usciamo tutti e tre in giardino, un bacio al micio che in braccio a me, continua a fare le fusa, la metto per terra... Rimane immobile, come paralizzata...
non si muove, micia non ti muovi?
non le piace
mangao

E invece ecco che fa i primi passi... si guarda in giro, sembra non accorgersi nemmeno di essere al guinzaglio, mi sento molto orgogliosa della mia trovata e vi volto verso Michele per raccogliere il giusto riconoscimento
Visto? nessun problema
mah
meo?
ma ecco sopraggiungere, l'attimo fatale, . una nube oscura il sole, presagio di sventura....un furgone passa vicino al cancello di casa, rumore di motore, di lamiere, di carico ferroso che si muove...Sofy si spaventa, scappa verso la porta della cucina, entra di corsa sgommando sul pavimento, io dietro di corsa con il guinzaglio in mano, la coda è già gonfia come quella di una volpe, michi dietro di noi anche lui di corsa... seguono attimi concitati nei quali tutti e tre perdiamo al testa, il guinzaglietto arriva a fine corsa, il gatto continuando a correre si ribalta all'indietro, io mollo la presa, sofy si arrotola attorno alle sedie della cucina, michi impalato in mezzo alla stanza, io corro dietro al gatto, le sedie si ribaltano, sofy si aggrappa alle gambe di michi e risale a forza di artigli piantati nella carne fino alle sue spalle, ormai è una palla di pelo dritto e gonfio, cerco di sganciare la pettorina, ci riesco a fatica, sofy salta giù dalle spalle di michi e con un solo balzo guadagna la via di fuga verso le scale e la camera da letto. Col fiatone mi volto verso il mio povero marito, ferito, con la maglietta strappata e sporca di sangue, che impassibile mi fa
te l'avevo detto che non mi sembrava una buona idea


martedì 8 gennaio 2013

Gatti e buone letture

Da qualche settimana, Michele e Sofy hanno ingaggiato una dura lotta. La micia,durante il giorno, vuole dormire sotto al piumone di quella che lei chiama "la cuccia grande", l'umano vuole che il felino stia alla larga da quello che lui chiama "il mio letto". Le due posizioni sono, evidentemente, inconciliabili.
Adesso è Michele che si occupa di rifare il letto tutte le mattine, perchè a suo dire, io non lo rifacevo bene e la micia riusciva a infilarsi sotto alle coperte. Quindi appena alzati, inizia l'operazione "sigillatura letto": il piumone va rincalzato perfettamente su tre lati, dal lato della testa ogni spiraglio deve essere chiuso con più cuscini possibili. I primi due giorni il micio non è riuscito a infilarsi sotto le coperte e Michele era molto soddisfatto del suo operato. Va detto, però, che sono stati due giorni di clima temperato e forse il felino non ha avuto bisogno di coprirsi per riuscire a dormire quelle 7/8 ore filate. Infatti il terzo giorno, complice il precipitare delle temperature, la micia freddolosa è riuscita di nuovo a scalzare le coperte e a dormire tutto il giorno sotto al piumone. La mattina successiva, Michele ha aggiunto un nuovo elemento per impedire a Sofy di alzare il piumone: un bel libro pesante messo proprio a filo del cuscino di Michi... tornati a a casa la sera abbiamo trovato il piumone scostato e il libro addirittura sotto le coperte. Questo per tre giorni di fila... ieri sera stessa scena con solo una piccola variante, sul libro Michele ha trovato un biglietto che diceva più o meno così: Caro Michele, ti ringrazio per avermi lasciato questo libro, devo dire che come lettura prima  di addormentarsi è perfetta, però oggi l'ho finito... domani mattina potresti lasciarmene un altro per favore? tua Sofy.
Quando è sceso in cucina per la cena, Michele guarda me e Sofy e ci dice : ma lo sapete che voi due siete proprio sceme?
io_ uh?
Sofy_ mao?
Nessuna delle due ha capito cosa intendesse dire... ;)

sabato 5 gennaio 2013

Anno nuovo....

Buon anno! e così abbiamo archiviato il 2012 e anche le feste, da dopodomani si ricomincia. In queste due settimane Sofy ha, giustamente, fatto il pieno di coccole... ha passato due settimane in braccio a me. Forse crede nel detto "in braccio a capodanno, in braccio tutto l'anno"? deve essere così.

domenica 16 settembre 2012

Una tranquilla domenica mattina

La scorsa settimana, un gatto dei vicini è morto in circostanze sospette e un altro (quello che era venuto a presentarci un amicio) è sparito nel nulla, gettando la sua famiglia nella disperazione più nera. E' anche per questi motivi che, quando Sofy è in giardino, è sempre sotto stretta sorveglianza (e non solo perchè il suo secondo nome è Psyco).
Questa mattina io ero in cucina a preparare la colazione, Sofy in giardino davanti alla porta della cucina, sdraiata mezzo addormentata che guardava annoiata le foglie per terra che si muovevano spinte da una leggera brezza, mi volto per togliere il bricco dell'acqua per il tea dal microonde, mi volto di nuovo verso il micio... il micio non c'è più... esco urlando miciaaaaa miciaaaaa, no il gatto non c'è... entro urlo a michi al piano di sopra
 il gatto è lì? mi giunge una risposta vaga... annoiata...
uhm? no io non l'ho visto....
presa dal panico, con i musetti dei due gatti dei vicini stampati nella mente, mi precipito fuori urlando a michi presto vieni giù che il gatto è in strada.... incomincio a urlare miciaaaaaa miciaaaaa mi butto per terra per guardare sotto le macchine parcheggiate... niente nessuna traccia, e intanto michi che fa? ma quanto tempo ci mette a venire giù ad aiutarmi? non lo sa che in caso di sparizione di un micio i primi minuti, i primi secondi, sono fondamentali per il buon esito della ricerca? Dovrò far stampare dei volantini, appenderli per tutta la via, meglio anche giù in paese... oddio e se è andata su per il bosco? e chi la rivede più...
mi sdraio per terra ancora una volta, per guardare meglio sotto il suv dei vicini... miciaaaaaaa.... niente non c'è... sono ancora sdraiata per terra e sento la finestra della soffitta che si apre, michi si affaccia con Sofy in braccio... guarda che il gatto era qui, stava dormendo...
La cosa peggiore di tutta questa storia è stato il modo in cui il gatto mi ha guardata, mentre ero ancora sdraiata per terra in strada, un'espressione angosciata dipinta sul volto e l'urlo strozzato appena smorzato in gola... lei mollemente adagiata tra le braccia di michi, gli occhi socchiusi, appena interessati alla scena pietosa che stavano osservando e un pensiero che chiaramente le attraversava la mente: per fortuna lei non è la mia vera madre, per fortuna sono stata adottata...
Rimane comunque da spiegare come abbia fatto in un nanosecondo a passare dalla condizione sdraiataingiardinoaguardarelefoglie a addormentatainsoffittanonmidisturbate!

lunedì 10 settembre 2012

gatti e germogli di soia

Dunque, Sofy Psyco Brisighina, vive con noi (o noi viviamo con lei, dipende dai punti di vista) da 11 anni. Da circa 10 pretende, dico PRETENDE, una ciotola di germogli di soia, rigorosamente freschi, ogni giorno.
La storia è iniziata per caso, una sera stavo preparando l'insalata, lei come al solito gnaolava ai miei piedi, voleva qualcosa, ma io non avevo nulla oltre all'insalata mista... gnao adesso gnao dopo, stufa delle sue insistenze le ho messo per terra una manciata di germogli, e lei li ha mangiati... la scenetta si è ripetuta il giorno successivo e quello dopo ancora, da allora siamo schiavi del germoglietto di soia, gà perchè il germoglio mi deve essere fresco e croccante, dopo tre giorni di frigorifero al micio non piace più. Facciamo sta vita da 10 anni... ogni tre giorni bisogna andare all'esselunga a prendere i germogli per il micio, a meno che non si voglia vedere un gatto affranto davanti al frigorifero, con l'espressione del povero randagio che non mangia da giorni e che sicuramente morirà se non avrà la sua dose di germoglietti freschi entro 5 minuti!
A volte, ma solo a volte, ha mangiato i germogli di soia in scatola, ma solo quelli di marca bonduelle, ma si sa , il cibo in scatola non può competere con il prodotto fresco.
La scorsa settimana si è compiuta la tragedia, non ho trovato i germogli in nessun supermercato! quindi per sette giorni niente germogli... fino a stasera quando finalmente sono arrivata a casa con la vaschetta del prezioso vegetale, vi riporto la conversazione avvenuta tra me e sofy, per quelli di voi che non comprendono il micese, metterò una traduzione approssimativa in italiano:

ecco micia, (io tutta premurosa e sollecita) ti ho trovato i germoglietti
poso la ciotolina per terra, già mi aspetto fusa e miagolii riconoscenti
il gatto seduto sulle zampe posteriori, davanti alla ciotola, mi guarda con gli occhioni tondi, lo sguardo vagamente annoiato, sbatte lentamente le palpebre
dai micia, i germoglietti, eh? non li vuoi? dai...
sofy, muovendo impercettibilmente la testa, guarda la ciotola e il suo contenuto e poi guarda me... miao? (ce l'hai con me?)
micia non fare storie
mrmà? (ma io dovrei mangiare sta roba?)
micia?
mangao- (mai mangiato germogli di soia in vita mia) si alza lentamente, si stira, mi guarda con commiserazione e se ne va...

10 anni, per 10 anni siamo impazziti per procurarle i germogli di soia e adesso da un momento all'altro... puff.. solo un gatto può fare così, un cane non l'avrebbe mai fatto!

martedì 10 luglio 2012

Recriminazioni feline

Vabbè dai, una settimana di vacanza all'anno... ci sta... no? No, non secondo Sofy... lei è rimasta a casa, accudita, coccolata, nutrita e assistita in tutto e per tutto da Paolo, mio cognato (santosubito), quando siamo rientrati il micio aveva un paio di cose da dirci...

lunedì 18 giugno 2012

Ti presento un amicio

Premetto subito, prima che qualcuno chiami la forza pubblica per farmi portare via con la camicia di forza, che a questa scena ha assistito anche Michi, è anche lui testimone di quanto è successo ieri mattina.
Il micio dei vicini, quello che è stato buttato fuori di casa quando è nata la bambina, è venuto a fare un giro a casa nostra. Il poveretto, che era abituato a vivere in casa, adesso vive fuori dalla porta di ingresso sia in estate che in inverno, e fa dei giri di perlustrazione nel vicinato, senza però mai dare molta confidenza, non si è mai lasciato avvicinare ne tantomeno toccare; lui è quel gatto che, quella volta che avevo lasciato spalancata la portiera dell'auto per tutta la notte, ha dormito in macchina sul sedile del guidatore e al mattino mi ha detto "scolta, per questa volta te l'ho guardata io la macchina, e non voglio neanche dei soldi, però stacci più attenta la prossima volta"...
Ebbene ieri mattina, ho aperto le imposte al pianterreno e lui era lì, in giardino, seduto a guardarsi intorno, mi fissa negli occhi e mi fa "maaoo", e io "maao anche a te, hai bisogno di qualcosa?", lui fa due passi in giardino e si porta davanti alla portafinestra della cucina, quando arrivo ad aprire anche quella, non si sposta come fa di solito e, sempre guardandomi dritto negli occhi, si struscia sulle gambe e entra in cucina.
"micio, ma sei impazzito? se adesso arriva Sofy, succede un finimondo..., michiiiiiiiii vieni subito qui che abbiamo un gatto in casa". Michele arriva e mi fa
-"si lo so che abbiamo un gatto in casa, ce l'abbiamo da 11 anni..." (tipica risposta da marito, quasi un classico)
"grrr, ma non è il nostro! è il micio grigio! lo sfrattato!"
"e tu mandalo fuori"
"nooo ho paura, guarda come mi fissa negli occhi!"
"ehm... in effetti...micio, cosa vuoi?"
"maaoo"
il micio, si fa un giro per la cucina, si guarda intorno, osserva i mobili, noi, l'ambiente, sembrava un agente immobiliare incaricato di valutare la casa, poi ci guarda tutti e due negli occhi, ci dice "maaoo" e esce.
Io e Michi rimaniamo attoniti e ammutoliti, lo seguiamo con lo sguardo fino al cancello e poi ci guardiamo di nuovo,
 "ma cosa voleva?"
"boh"
In quel momento arriva Sofy "mià, marangà mermeow, miaù" si accomoda sulla finestra del soggiorno e si zittisce. Io vado in cucina e inizio a preparare la colazione, dopo cinque minuti, con la coda dell'occhio vedo del movimento alla porta della cucina, e penso "mi sa che il micio è tornato", senza nemmeno guardare, chiamo Michi...
"mi sa che è tornato il gatto"
"si, ma... non è solo..."
"come non è solo?"
Vado alla finestra del soggiorno, vedo Sofy sdraiata sul davanzale con una zampa protesa in avanti in atteggiamento svenevolo e tutta puuur frrrrrr e mrrrrrr, in giardino il gatto dei vicini con un altro gatto, decisamente un randagio a giudicare dalla sporgenza delle ossa della schiena e del bacino,
"oh mamma, e quello lì chi è?"
il micio dei vicini, mi guarda negli occhi e mi spiega "maaoo, maaoo, maaoo" e accompagna il randagio alla porta della cucina... Michele, mi guarda anche lui negli occhi (ma cos'hanno tutti stamattina che mi fissano così?) a me sembra chiarissimo quello che vogliono, quello lì è venuto prima a vedere la situazione e adesso ci sta presentando il suo amicio!
"michi non incominciare anche tu! sono già abbastanza psicolabile io!"
"ma guarda! guarda! lo sta portando in casaa! dai diamogli dei crocchini, poverino..."
Così abbiamo dato dei crocchini al gatto senza fissa dimora, che ha mangiato e poi  se ne è andato, sotto lo sguardo attento del suo mentore felino.
Noi siamo rimasti lì, un pò imbarazzati, con l'impressione di essere stati valutati e con in testa una frase in micese che tradotta in italiano suona più o meno così:
"vi presento un mio amicio che sta attraversando un momento di difficoltà, voi pensate di prendere un altro gatto, lui cerca una casa.... io vi ho fatto conoscere...adesso vedete un pò voi".



sabato 26 maggio 2012

Gatti e igiene personale

I gatti, si sa, ci tengono molto alla loro igiene personale. In genere il mio gatto sta veglio circa due ore al giorno, queste due ore vengono così distribuite: cinque minuti per mangiare, dieci minuti per giocare, il resto del tempo lo passa a lavarsi, quasi tutti i gatti fanno così. Detestano essere sporchi o avere addosso odori che non appartengono al loro mondo conosciuto. Ricordo che la mia amica Emma mi raccontò di quando il suo gatto Batuffolo, uno splendido persiano bianco, si era azzuffato con un altro gatto che gli aveva fatto pipi addosso... ebbene, il povero Batuffolo non si riprese da uno stato di prostrazione estremo fino a quando la mamma di Emma non gli fece un bel bagno e gli lavò via quella terribile e puzza dal suo magnifico pelo bianco.
Veniamo ora alla nuova impresa di Sofy... ieri nell'espletare le sue funzioni corporali, diciamo le più "impegnative", è incorsa in uno spiacevole incoveniente. La colpa è un pò anche mia perchè sono stata via a dormire per una notte e al mio rientro non ho pulito immediatamente la lettiera, fatto sta che il povero micio non ha "centrato" la cassettina, ha debordato sul pavimento del bagno e una parte del "malloppo" e rimasta attaccata al sottocoda! Devo dire che non ho apprezzato il fatto che abbia cercato di pulirsi da sola facendo la bicicletta sul tappeto del bagno e sul parquet, lei ne è rimasta stupita, forse si aspettava un encomio per il suo sforzo di rendersi indipendente in una situazione così difficile.
Per prima cosa ho pulito e disinfettato il bagno e buttato il tappeto in lavatrice, poi un sospetto si è fatto largo nella mia mente, vuoi vedere che il felino, pur con tutto il suo impegno, non è riuscito a pulirsi del tutto? E' partita la caccia al gatto, è stato facile trovarlo, mi è bastato seguire la puzza tremenda che lasciava dietro di sè... quando l'ho agguantata, in un primo tempo ha cercato di negare "no guarda, non sono stata io, se anche sono stata io adesso sono perfettamente pulita, no non sono io che puzzo", poi è capitolata... si è vero, puzzo... forse però non si aspettava un intervento così drastico da parte mia... l'ho presa e mi sono avvicinata alla vasca per lavare i panni in lavanderia, è stato un attimo.. il mio gatto si è trasformato in un incrocio tra un'anguilla e una furia, una furia assassina assetata di sangue, il mio sangue. Cercare di metterle il posteriore sotto l'acqua, insaponarlo (con apposito detergente intimo) e risciacquarlo, beh è stata un'impresa che mi è costata molto. Per fortuna ne sono uscita viva, viva anche se ferita gravemente e con un saldo proposito: se dovesse succedere nuovamente, aspetterò il ritorno a casa di Michele prima di cercare di lavare il gatto e comunque oggi comprerò quelle pratiche e geniali salviettine umidificate per pulire il pelo dei nostri amici pelosi...

lunedì 14 maggio 2012

Il Giordy

Il carattere di mio zio Giordano, il fratello di mia mamma per tutti "Il Giordy", sta tutto in un episodio che mia mamma mi racconta spesso. Durante la guerra, frequentavano le scuole elementari, vennero sorpresi da un bombardamento a scuola, non poterono tornare a casa e per qualche ora furono costretti a rimanere al riparo senza potersi muovere. Mia mamma, la più piccola dei due, dopo un pò incominciò a frignare perchè aveva sete, dopo una due tre volte che la sorellina gli diceva giordy, io ho sete... lui si bagnò un dito con la sua saliva e lo passò sulle labbra della mia mamma ecco adesso hai le labbra bagnate, non hai più sete vero? e lei vero, non ho più sete, e smise di piagnucolare. Ecco, uno che da bambino è così, da grande non poteva essere tanto diverso. La sua peculiarità? il buon umore, con quegli occhi azzurrissimi sempre sorridenti. Almeno con noi della famiglia. Eppure quando ero bambina avevo quasi timore di lui, di quell'uomo forte dallo sguardo che poteva diventare anche di ghiaccio e molto severo. La svolta nel mio rapporto con il Giordy ci fu quando avrò avuto cinque, massimo sei anni, i miei mi avevano lasciata a tradimento a casa della nonna Rosina e degli zii... a tradimento perchè mentre la complice zia Carmela mi portava a fare un giretto, loro se ne andarono e io scoprii la loro partenza solo una volta rientrata a casa.... furono lacrime pianti e strepiti, con la nonna e la zia che non sapevano più cosa fare per calmarmi, i miei cugini fecero del loro meglio per mettermi a mio agio (leggete qualche post più vecchio e potrete immaginare come), ma niente funzionò... a sera avevo esaurito tutte le mie lacrime, e finalmente arrivò a casa dal lavoro lo zio, gli bastò un attimo per valutare la situazione,uscì in giardino e mi chiamò con uno dei suoi fischi, dai vieni con me... gli andai dietro e lui mi portò a vedere una coniglia che aveva partorito da poco, mi fece accarezzare un coniglietto, domani te li faccio accarezzare ancora, adesso andiamo a vedere se le galline hanno fatto le uova. Andai con lui a raccogliere le uova nel pollaio, smisi di piangere e la mia considerazione per quello zio che credevo un pò burbero crebbe a dismisura. 
Venerdì scorso sono andata al funerale dello zio Giordy, c'era tutto il paese a salutarlo, chi lo conosceva non poteva non stimarlo.
Ci hai dato tanto, ci mancherai tantissimo.

Che la terra ti sia finalmente lieve
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
(Alda Merini, Terra d’Amore, 2003)

domenica 29 gennaio 2012

Tacchini in azione!

Da diversi anni ormai abito al confine con la Svizzera, da ancora più anni ne frequento i negozi e le persone, per via di Michi che è di queste parti. Quindi sono molti anni che ho a che fare con la lingua della Svizzera italiana, che è un italiano un pò particolare. Non è assolutamente un dialetto o una storpiatura, è un'altro tipo di lingua italiana. Basta farci un pò l'orecchio, certo le prime volte si rimane un pò basiti, ma poi ci si abitua. Adesso poi che finalmente riesco di nuovo a vedere la televisione della svizzera italiana, posso farmi una full immersion, la RSI fa degli ottimi programmi autoprodotti, quiz e redazionali sulle varie realtà locali. L'altra sera guardavo un programma di cronaca su Chiasso, si parlava di richiedenti asilo che avevano avuto un vivace diverbio nei giardinetti dove sono soliti ritrovarsi. Ecco la frase dello speaker ufficiale: gli asilanti hanno avuto una scazzottatura di nessuna importanza. Ho reso l'idea?
Adesso potrete capire meglio cosa ho provato la prima volta che sono entrata in un supermercato svizzero. Michi mi aveva accompagnata a comprare un pò di cioccolato, entro tutta felice e vedo un sacco di cartelli con la scritta : TACCHINI IN AZIONE! appesi ovunque... mi sono sentita subito a disagio, mi sono stretta ancora di più a michi, guardandomi alle spalle e aspettandomi di vedere drappelli di tacchini armati fino ai denti spuntare da dietro gli scaffali. Già mi vedevo ostaggio di un tacchino vestito come rambo, con un coltello nel becco che mi usava come merce di scambio per la sua libertà. Michele ma cosa fanno questi tacchini in azione??? gli ho chiesto quasi piagnucolando... e lui mi ha risposto come quando si spiegano le cose a un bambino non troppo sveglio: eh? in azione? ah, vuol dire in offerta, che costano meno del solito...
Ecco, sono solo sottili differenze, basta farci l'abitudine, però da allora, al supermercato, guardo sempre con un certo sospetto i tacchini.

martedì 13 dicembre 2011

Gattoline di Natale

Il mio gatto è su facebook. Anch'io sono su facebook. Il mio gatto ha 598 amici. Io ho 329 amici (quasi la metà). Questa premessa dovrebbe già essere sufficiente a farvi comprendere tutto, ma io voglio infierire su di voi, e andrò avanti...
La maggior parte degli amici del mio gatto è costituita da altri gatti con un loro profilo facebook, però c'è anche qualche cane e qualche coniglio, gli animali, nel selezionare le loro amicizie, non fanno distinzioni di razza e di specie. La mia gatta si è fidanzata su facebook, ha conosciuto un aitante ragatto grigio, molto simpatico, dolce e sensibile, a gennaio ci sarà il gattimonio.
Ora, dovete sapere che questa comunità felina ha la piacevole usanza di scambiarsi delle cartoline con gli auguri di Natale, loro le chiamano Gattoline di Natale; si scambiano gli indirizzi e i loro umani le scrivono, pagano i francobolli e le spediscono. Quest'anno anche Sofy ha aderito all'iniziativa, ha raccolto gli indirizzi dei suoi amicetti, e mi ha fatto spedire le gattoline.
La scorsa settimana è arrivata la prima busta indirizzata a Sofy, erano gli auguri del suo amicio Silvestrino, ho preso la missiva e l'ho appoggiata sul tavolo del soggiorno. Dopo un paio di giorni si è aggiunta la gattolina di Angelica la Pantera, ho messo anche quella sul tavolo del soggiorno... L'altra sera, dopo cena, eravamo in salotto a leggere, io un libro, Michele il giornale... la stufa accesa, luci soffuse silenzio quasi totale, solo il crepitio della legna che bruciava... una scena molto british.
A un certo punto Michi abbassa piano il giornale, con tono pacato e aria solo vagamente interrogativa:
ahem..?... -
si, caro? -
ma... tu lo sai che il nostro gatto riceve della posta? -
si, caro, lo so -
ah, bene, allora è tutto a posto... -
si, caro -
meow -
e abbiamo continuato a leggere, lui il suo giornale, io il mio libro, Sofy le sue gattoline di Natale

domenica 30 ottobre 2011

Gatti e sveglie mattutine

Chi vive con un gatto lo sa, a volte non c'è bisogno di possedere una sveglia se il micio di casa è mattiniero.
Quando Psyco era piccola, fino ai quattro/cinque mesi, ci svegliava tutte le mattine alle 6.30 spaccate... un inferno, non c'era domenica o giorno festivo che valesse qualcosa, tutte le mattine alle 6.30 lei doveva attaccare i nostri piedi e svegliarci. Poi tutta felice, si sdraiava in mezzo a noi due con aria molto soddisfatta per il lavoro ben fatto... noi eravamo un meno soddisfatti.
Poi, qualcosa è cambiato, non so cosa, ma ha incominciato ad apprezzare il fatto di dormire fino a tardi. Adesso siamo noi che disturbiamo lei al mattino presto. Quando la sveglia suona alle 6 del mattino la prima a reagire è Psyco, con uno stizzito "mmmmmaò", io spengo la sveglia e lei ripiomba nel sonno dei giusti. Anche quando rifaccio il letto lei non si muove, non fa una piega, un mattone di pelo addormentato.
Il sabato e la domenica dorme fino a quando dormiamo noi, dovessimo dormire fino a mezzogiorno lo farebbe anche lei. Il massimo della goduria felina lo raggiunge in inverno, si infila tra noi due, affondata nel piumone e secondo me arriva a misurare anche un metro e mezzo di lunghezza!
Credo di vivere con l'unico micio non mattiniero del mondo....

giovedì 8 settembre 2011

8 Settembre

L'8 settembre era il compleanno del mio amatissimo nonno Armando. Era nato nel 1908, la sua data di nascita era 08.09.08, l'ho sempre considerato un bel numero e credo che, tutto sommato gli abbia portato fortuna. Mio nonno è stato un uomo straordinario, nell'essere un uomo normale. Un bravo figlio, un bravo marito e un bravo papà, un bravo nonno. Come tantissimi altri è nato in una famiglia di contadini, poverissima, ma due cose non sono mai mancate nella sua famiglia: amore e tanta allegria, si può dire che i Tonelli erano felici di stare al mondo, e a quei tempi non era cosa da poco. Da lui ho imparato a vedere il lato ironico delle cose, ma soprattutto a pensare solo con la mia testa. Fin da quando ero piccola lui mi ripeteva sempre una frase "usa sempre il tuo cervello, le verità assolute non esistono, ci sono sempre almeno due versioni dello stesso fatto e tu cerca sempre di conoscerle tutte e due, non fermarti mai alla prima".
Nel 1943 era soldato, stava combattendo una guerra non sua, come molti altri l'8 settembre di quell'anno disertò, con il suo comandante si unì a un gruppo di partigiani ed era deciso a combattere finalmente la SUA guerra. Ma i suoi compagni lo convinsero a tornare a casa, lui era l'unico di quel gruppo ad avere una moglie e un figlio piccolo, diceva sempre che non avrebbe mai dimenticato quello che gli disse il suo comandante "vai, torna a casa, abbiamo bisogno di uomini valorosi anche nelle nostre case", quello si che fu un compleanno da ricordare, un'altra nascita.
Io ho passato tutta la mia infanzia con i miei nonni, devo a loro se sono diventata la persona che sono adesso, non passa giorno senza che io pensi a loro e ho sempre il dubbio di non averli mai ringraziati abbastanza, mi mancano... mi mancano moltissimo.

Buon compleanno nonno.

domenica 10 luglio 2011

Quando mi saltò la mosca all'orecchio...

lo so lo so che si dice "mi è saltata la mosca al naso", ma cosa ci posso fare io se la mosca mi è saltata nell'orecchio?
La settimana scorsa ero in vacanza al mare, in Corsica, il luogo adesso non è determinante, ma lo sarà per il prossimo post, stavamo tranquillamente passeggiando dopo cena quando una mosca, fastidiosa, insistente e alquanto stupida, mi è entrata nell'orecchio. L'ottuso insetto poi si dibatteva come una dannata e penetrava sempre più in profondità... avete presente il rumore che fa una mosca quando ronza sul vetro della finestra? ecco io l'avevo direttamente nell'orecchio quel ronzio. Ho incominciato a darmi manate sull'orecchio e a dire a Michele
ossignur ossignur mi è entrata una mosca nell'orecchio....

fammi vedere, se non stai ferma non vedo... no non si vede

oh mamma come ronza... presto portami all'ospedale, voglio andare al pronto soccorso... ooohhh come ronza.

ehm all'ospedale non ti ci posso portare, abbiamo la macchina rotta, rischiamo che rimaniamo in panne di notte nel bel mezzo della corsica in mezzo a un branco di cinghiali

e intanto brandiva un rametto con la chiara intenzione di ravanare nel mio orecchio
non ti azzardare a infilarmi quel coso nell'orecchio sai? oooohh non ce la faccio più ronza tantissimo...

ma non sarà solo un'impressione? perchè io non vedo niente

un'impressione??? UN'IMPRESSIONE? adesso te la dò io l'impressione!
e intanto incominciavo a perdere la calma e a valutare l'oppurtunità di dare delle testate contro il muro, un tentativo come un altro...

aspetta prendo la lampada e guardo meglio, però stai ferma e calma... no non vedo niente secondo me è solo un'impressione...

uhm adesso non lo posso ammazzare perchè ho bisogno di lui, ma dopo... un pensierino ce lo faccio...

senti proviamo a fare una cosa, ti spruzzo la soluzione fisiologica delle lenti a contatto nell'orecchio, così se c'è dentro qualcosa magari esce...

si si va bene qualsiasi cosa purchè questo ronzio finisca...
e incomincia a spruzzare, l'orecchio mi si riempe d'acqua, non sento più niente... però il ronzio è cessato forse la mosca è annegata

non ronza più? vedi? era solo un'impressione... dai ti faccio un'ultima spruzzata così l'orecchio si pulisce bene...

si si dopo lo faccio fuori... e faccio sparire il cadavere sulla spiaggia, ci pianto sopra l'ombrellone se solo dice un'altra volta che è un'impressione lo faccio fuori.
E via con un'altra spruzzata... ed ecco uscire dal mio orecchio una bella mosca nera e verde, bella grassottella, indubbiamnete annegata ma indubbiamente vera...

mica piccola per essere un'impressione, o no?

oh ma tu guarda c'era davvero... beh dai adesso è uscita...

mercoledì 25 maggio 2011

UN GIORNO QUALUNQUE

Una mattina, di un giorno d'estate qualunque, di un anno qualunque.
L'uomo si alzò alle cinque e mezza, un pò per il caldo che gli toglieva il fiato, un pò perchè tanto sapeva che comunque non avrebbe più dormito, dormiva poco ormai... Trasferisi in quella cittadina di mare, dopo il divorzio, non era stata una buona idea, all'inizio dell'inverno gli sembrava di aver trovato il luogo ideale dove vivere indisturbato e invisibile, lontano da tutto e da tutti, ma ora nel cuore dell'estate con i turisti che invadevano anche l'angolo più inaccessibile del paese, il caldo torrido e il rumore costante, l'uomo non si sentiva più a suo agio. Non poteva fare a meno di incontrare decine di persone ogni giorno, l'appartamento di fianco al suo, nella villa bifamiliare, era sempre affittato, ora a una numerosa famiglia, ora a un gruppo di amici caciaroni. I negozi erano sempre affollati per non parlare di bar e ristoranti, non c'erano più passeggiate sulla spiaggia in completa solitudine, perfino all'alba gli capitava di incontrare qualcuno.
Anche il lavoro ne risentiva, l'editore aspettava il suo ultimo libro, ma lavorare in quelle condizioni per lui era diventato impossibile. Forse per il periodo estivo sarebbe stato meglio tornare in città.
Si alzò dal letto, si guardò allo specchio, decise che non era il caso nemmeno di farsi la barba, tanto nessuno lo avrebbe guardato... e uscì senza una vera destinazione, voleva solo stare da solo. Non sapeva nemmeno se sarebbe tornato, in quella che proprio non si poteva chiamare casa.

Il cane decise di fermarsi, era stanco, aveva camminato tutta la notte, sempre nella stessa direzione, sfiorato dalle auto che gli passavano vicine veloci, troppo veloci, su quella strada sconosciuta. Erano giorni che camminava senza sosta, non ricordava l'ultima volta che aveva mangiato, le zampe gli facevano male, ma lui continuava a camminare lo stesso, senza nemmeno sapere perchè... non aveva un posto dove tornare, non veniva da nessuna parte. Una volta c'erano state due persone che l'avevano tolto da una gabbia, in un posto dove c'erano tanti altri cani. In fondo lui ci stava bene là dentro, mangiava tutti i giorni. I due lo avevano portato in un posto che loro chiamavano casa, ma lui non ci poteva entrare, lui doveva stare in quello che loro chiamavano giardino... al cane andava bene, non gli importava molto di stare con loro, il maschio non gli era mai piaciuto, una volta gli aveva anche dato un calcio, ma la donna era più simpatica e gli dava da mangiare quasi tutti i giorni. Poi un giorno si ritrovò per strada, senza capire come... lui aveva provato a rientrare in giardino, ma il cancello era chiuso e allora aveva aspettato fuori, per due giorni, poi l'uomo era uscito e lo aveva picchiato, allora lui incominciò a camminare, senza sapere dove andare.
Il guidatore dell'auto vide il cane fermo sul bordo della strada troppo tardi per evitarlo.

L'uomo lasciò la macchina sul ciglio della strada statale e si addentrò nella pineta verso il mare, eano le sei del mattino e ancora i turisti non erano arrivati. Giunto sulla spiaggia si sedette a guardare il mare, che ancora non aveva preso il solito colore azzurro aveva ancora i riflessi grigi della notte appena passata, un leggero vento fresco gli accarezzava il viso e lui si mise a piangere. La sua vita stava andando a rotoli e lui non riusciva a fermarla, o forse non voleva. Decise di tornare alla macchina e di partire quel giorno stesso, per una destinazione qualsiasi.

Stava per risalire in macchina quando sentì il rumore di una frenata dietro di lui, un tonfo e poi un guaito... si voltò e vide una donna scendere dall'auto e precipitarsi al bordo della strada verso quello che sembrava un fagotto di stracci. Raggiunse la donna, che era ormai china sul fagotto, la donna piangeva e si disperava, il fagotto guaiva, perchè era un cane.

L'uomo pensò che quello era il cane più brutto che avesse mai visto, non si capiva nemmeno di colore avesse il pelo che era tutto arruffato e pieno di nodi, si inginocchiò anche lui e posò la mano sulla schiena ossuta dell'animale, evidentemente la bestia non mangiava regolarmente. Gli usciva sangue dalla bocca e una delle zampe davanti era chiaramente rotta, non era in grado di valutare se ci fossero altri danni. La donna continuava a piangere, a scusarsi, a dire che lei non l'aveva proprio visto quel cane, e che se fosse arrivata tardi al lavoro l'avrebbero licenziata.

L'uomo le disse di non preoccuparsi, l'avrebbe portato lui il cane dal veterinario tanto non aveva altro altro da fare nella vita, lo caricò in macchina e si diresse verso la clinica veterinaria del paese.

Il cane non si era reso conto che quella macchina gli stava venendo addosso, altre volte aveva schivato delle auto all'ultimo momento, una volta aveva persino preso un paraurti sul muso, ma mai nessuno si era fermato. Adesso c'erano due persone che lo stavano guardando, il maschio gli stava passando una mano sulla schiena, ma non per picchiarlo la donna gli teneva il muso tra le mani e continuava a passargli una mano sulla testa, cos'era questo? forse quello che aveva sentito dire dagli altri cani, una carezza? Comunque tutto si stava facendo confuso e lontano, aveva tanto sonno e si addormentò.

Il veterinario scuoteva la testa, non tanto per la frattura alla zampa o l'escoriazione al muso, che era la causa della perdita di sangue dalla bocca, quanto per le condizioni generali del cane, era denutrito e disidratato, molto debole. Per fortuna la frattura non necessitava di operazione per essere ricomposta, gli ingessò la zampa e gli fece una flebo. L'uomo si era detto disposto a pagare tutte le cure, ma non c'erano cure particolari da dover fare, la povera bestia aveva solo bisogno di riposo e di essere rifocillato. Non aveva microchip o tatuaggi, impossibile risalire al padrone.
L'uomo accettò con riluttanza di portarsi il cane a casa, sarebbe stato per pochi giorni gli disse il veterinario, giusto il tempo di trovare uno stallo o un canile dove collocarlo.

Il cane si svegliò per una fitta dolorosa alla zampa, cercò di mettere a fuoco l'ambiente circostante, dov'era? Oh no, sembrava l'interno di una casa, lui non poteva stare lì, doveva cercare di alzarsi e uscire, non voleva essere picchiato ancora, si stava trascinando in qualche modo verso una porta finestra quando arrivò l'uomo che gli si fece vicino lo prese in braccio e lo riportò dove si era svegliato, un giaciglio morbido una cosa che lui non aveva mai provato. non si ribellò, se l'uomo voleva farlo rimanere in casa lui ci sarebbe rimasto, non voleva essere picchiato.
L'uomo andò via di nuovo e tornò con un grosso recipiente, sentì subito il profumo e cercò di alzarsi di nuovo, gli stava dando da mangiare! possibile? meglio non farsi troppe domande e riempirsi lo stomaco fin che era possibile. Con lo stomaco pieno e l'effetto delle medicine che erano nel cibo il cane si addormentò di nuovo.

Verso le 22.00, il cellulare dell'uomo squillò, era la donna che aveva investito il cane, voleva sapere come stava, no lei non poteva tenerlo, era in affitto e il padrone di casa non voleva animali, poteva passare a vedere il cane l'indomani dopo il lavoro?
A mezzanotte l'uomo decise di andare a dormire, sollevò il cane addormentato dentro a una coperta e lo depositò sul pavimento accanto al suo letto, meglio averlo vicino nel caso fosse stato male, si addormentò con il braccio a penzoloni e la mano sulla testa del cane.

L'uomo e il cane si svegliarono a giorno ormai inoltrato... nessuno dei due dormiva così da tanto, troppo tempo. La mano dell'uomo era ancora sulla testa del cane, si mosse in una naturale carezza, il cane pur non avendone mai ricevuta una riconobbe il gesto e ricambiò con una timida leccata.
Si guardarono negli occhi per la prima volta, fu allora che capirono tutto: il cane non sarebbe andato in un canile sarebbe rimasto per sempre al fianco di quest'uomo gentile, che non sarebbe mai più tornato a vivere in città, l'uomo non avrebbe mai più fatto solitarie passeggiate sulla spiaggia all'alba, ma sarebbe uscito sempre con il cane che finalmente adesso sapeva cosa erano una carezza e una casa.

Per l'uomo e per il cane non ci sarebbe mai più stato un giorno qualunque.

sabato 9 aprile 2011

gatti, mariti e disposizione degli oggetti...

Devo spostare una pianta in vaso che ho in casa. E' su un muretto ed è diventata troppo alta, tocca il soffitto, quindi, insieme a Sofy (ovviamente) ho deciso di spostarla, ma per farlo ho bisogno di un portavaso perchè visto che voglio metterla per terra, ha bisogno di un piccolo rialzo, perchè altrimenti sarebbe troppo bassa... chiaro no? semplice e lineare come ragionamento, per un gatto e per una donna, ma non per un marito. Ecco come è andata.
Avevo già fatto tutto il ragionamento dentro di me e con sofy, quindi l'ultima volta che siamo andati a fare la spesa all'ipermercato sono andata decisa verso il reparto vasi per vedere se c'era il portavaso adatto alle mie esigenze, michi inizia a guardarmi con sospetto.
Cosa devi fare?
voglio spostare una pianta...
quale?
quella alta che c'è sul muretto, ormai tocca il soffitto...
quale muretto?
come quale muretto? ne abbiamo solo uno in casa, quello in cima alle scale... quello sopra al quale ho messo tutte le piante.
ah... e quale pianta vuoi spostare?
quella che ormai tocca il soffitto...
ah...e dove vuoi metterla?
per terra, in guardaroba tra la finestra e il calorifero, però mi serve un piccolo rialzo e allora sto cercando un portavaso magari con le ruote (e mi sentivo così magnanima e condiscendente per avergli spiegato nel dettaglio quello che doveva sembrare ovvio al primo colpo)
quale finestra? (ecco questa domanda mi ha gelata)
come quale finestra? in guardaroba c'è una finestra sola!
uhm... hai detto tra la finestra e il calorifero?
si e non mi chiedere quale calorifero perchè anche di quello ce n'è uno solo...
non riesco a capire dove vuoi metterla (nella mia mente si stava facendo strada una barbara soluzione)
vabbè dai allora adesso lascio perdere l'acquisto del portavaso, quando torniamo a casa ti faccio vedere e decidiamo insieme...
Arrivati a casa, gli faccio vedere la pianta, tutta storta perchè tocca il soffitto, e quella che doveva essere la sua nuova posizione...
ah vuoi metterla qui? non avevo capito... (certo potevano esserci dei dubbi, visto che abbiamo un solo guardaroba con una sola finestra e un solo calorifero, quindi quando ti dico che voglio mettere la pianta in guardaroba tra la finestra e il calorifero: il dubbio sorge spontaneo).
Questo è solo un esempio, chi di voi ha un marito, un compagno convivente o anche un semplice coinquilino maschio ha capito perfettamente quello che intendo dire. La situazione classica è: lui svuota la lavapiatti e con i piatti in mano chiede smarrito dove li metto? mah visto che vivi qui anche tu da 13 anni forse un'intuizione dovrebbe venirti...
Non tocchiamo poi il tasto del disordine perchè andiamo a sollevare un vespaio! ma solleviamolo pure. Lo ammetto io sono molto disordinata... esternamente, per quanto riguarda gli armadi, armadietti, cassetti e scomparti vari: SONO UNA PAZZA PARANOICA. Ripongo le cose sempre nello stesso punto, non solo sempre nello stesso cassetto, ma all'interno del cassetto sempre nella stessa posizione. Così il golfino nero è nel terzo cassetto nell'angolo di destra e SOTTO al maglione grigio, MAI sopra. Gli abiti e i pantaloni appesi nell'armadio sono sempre nello stesso ordine, non capita mai che due appendini si scambino di posto....
Ho scoperto che il felino di casa è esattamente come me! le sue cose i suoi giochini e i suoi trofei, DEVONO stare sempre nello stesso posto. Se per sbaglio, dopo aver fatto le pulizie li rimetto nell'ordine sbagliato, miagolii isterici mi ricordano che ogni cosa ha un posto e ogni posto la sua cosa!
Sul mio lavandino del bagno c'è uno spazzolino per le mani, piccolo a forma di elefantino rosa, di solito sta a destra tra il rubinetto e il porta sapone... sabato scorso dopo aver pulito il lavandino l'ho messo a sinistra. Dopo un paio d'ore vado a lavarmi le mani e lo spazzolino è nel lavandino... ma come ha fatto a cadere? lo rimetto a posto, sempre a sinistra. Alla sera trovo di nuovo lo spazzolino nel lavandino... vuoi vedere che? allora lo rimetto a destra al suo soloto posto... non è più caduto nel lavandino. Evidentemente un micio paranoico non gradiva la nuova posizione dell'elefantino.
E anche stavolta non posso fare a meno di pormi la solita domanda: è diventata così vivendo con me, oppure è venuta a vivere con me perchè è così????