domenica 10 luglio 2011

Quando mi saltò la mosca all'orecchio...

lo so lo so che si dice "mi è saltata la mosca al naso", ma cosa ci posso fare io se la mosca mi è saltata nell'orecchio?
La settimana scorsa ero in vacanza al mare, in Corsica, il luogo adesso non è determinante, ma lo sarà per il prossimo post, stavamo tranquillamente passeggiando dopo cena quando una mosca, fastidiosa, insistente e alquanto stupida, mi è entrata nell'orecchio. L'ottuso insetto poi si dibatteva come una dannata e penetrava sempre più in profondità... avete presente il rumore che fa una mosca quando ronza sul vetro della finestra? ecco io l'avevo direttamente nell'orecchio quel ronzio. Ho incominciato a darmi manate sull'orecchio e a dire a Michele
ossignur ossignur mi è entrata una mosca nell'orecchio....

fammi vedere, se non stai ferma non vedo... no non si vede

oh mamma come ronza... presto portami all'ospedale, voglio andare al pronto soccorso... ooohhh come ronza.

ehm all'ospedale non ti ci posso portare, abbiamo la macchina rotta, rischiamo che rimaniamo in panne di notte nel bel mezzo della corsica in mezzo a un branco di cinghiali

e intanto brandiva un rametto con la chiara intenzione di ravanare nel mio orecchio
non ti azzardare a infilarmi quel coso nell'orecchio sai? oooohh non ce la faccio più ronza tantissimo...

ma non sarà solo un'impressione? perchè io non vedo niente

un'impressione??? UN'IMPRESSIONE? adesso te la dò io l'impressione!
e intanto incominciavo a perdere la calma e a valutare l'oppurtunità di dare delle testate contro il muro, un tentativo come un altro...

aspetta prendo la lampada e guardo meglio, però stai ferma e calma... no non vedo niente secondo me è solo un'impressione...

uhm adesso non lo posso ammazzare perchè ho bisogno di lui, ma dopo... un pensierino ce lo faccio...

senti proviamo a fare una cosa, ti spruzzo la soluzione fisiologica delle lenti a contatto nell'orecchio, così se c'è dentro qualcosa magari esce...

si si va bene qualsiasi cosa purchè questo ronzio finisca...
e incomincia a spruzzare, l'orecchio mi si riempe d'acqua, non sento più niente... però il ronzio è cessato forse la mosca è annegata

non ronza più? vedi? era solo un'impressione... dai ti faccio un'ultima spruzzata così l'orecchio si pulisce bene...

si si dopo lo faccio fuori... e faccio sparire il cadavere sulla spiaggia, ci pianto sopra l'ombrellone se solo dice un'altra volta che è un'impressione lo faccio fuori.
E via con un'altra spruzzata... ed ecco uscire dal mio orecchio una bella mosca nera e verde, bella grassottella, indubbiamnete annegata ma indubbiamente vera...

mica piccola per essere un'impressione, o no?

oh ma tu guarda c'era davvero... beh dai adesso è uscita...

mercoledì 25 maggio 2011

UN GIORNO QUALUNQUE

Una mattina, di un giorno d'estate qualunque, di un anno qualunque.
L'uomo si alzò alle cinque e mezza, un pò per il caldo che gli toglieva il fiato, un pò perchè tanto sapeva che comunque non avrebbe più dormito, dormiva poco ormai... Trasferisi in quella cittadina di mare, dopo il divorzio, non era stata una buona idea, all'inizio dell'inverno gli sembrava di aver trovato il luogo ideale dove vivere indisturbato e invisibile, lontano da tutto e da tutti, ma ora nel cuore dell'estate con i turisti che invadevano anche l'angolo più inaccessibile del paese, il caldo torrido e il rumore costante, l'uomo non si sentiva più a suo agio. Non poteva fare a meno di incontrare decine di persone ogni giorno, l'appartamento di fianco al suo, nella villa bifamiliare, era sempre affittato, ora a una numerosa famiglia, ora a un gruppo di amici caciaroni. I negozi erano sempre affollati per non parlare di bar e ristoranti, non c'erano più passeggiate sulla spiaggia in completa solitudine, perfino all'alba gli capitava di incontrare qualcuno.
Anche il lavoro ne risentiva, l'editore aspettava il suo ultimo libro, ma lavorare in quelle condizioni per lui era diventato impossibile. Forse per il periodo estivo sarebbe stato meglio tornare in città.
Si alzò dal letto, si guardò allo specchio, decise che non era il caso nemmeno di farsi la barba, tanto nessuno lo avrebbe guardato... e uscì senza una vera destinazione, voleva solo stare da solo. Non sapeva nemmeno se sarebbe tornato, in quella che proprio non si poteva chiamare casa.

Il cane decise di fermarsi, era stanco, aveva camminato tutta la notte, sempre nella stessa direzione, sfiorato dalle auto che gli passavano vicine veloci, troppo veloci, su quella strada sconosciuta. Erano giorni che camminava senza sosta, non ricordava l'ultima volta che aveva mangiato, le zampe gli facevano male, ma lui continuava a camminare lo stesso, senza nemmeno sapere perchè... non aveva un posto dove tornare, non veniva da nessuna parte. Una volta c'erano state due persone che l'avevano tolto da una gabbia, in un posto dove c'erano tanti altri cani. In fondo lui ci stava bene là dentro, mangiava tutti i giorni. I due lo avevano portato in un posto che loro chiamavano casa, ma lui non ci poteva entrare, lui doveva stare in quello che loro chiamavano giardino... al cane andava bene, non gli importava molto di stare con loro, il maschio non gli era mai piaciuto, una volta gli aveva anche dato un calcio, ma la donna era più simpatica e gli dava da mangiare quasi tutti i giorni. Poi un giorno si ritrovò per strada, senza capire come... lui aveva provato a rientrare in giardino, ma il cancello era chiuso e allora aveva aspettato fuori, per due giorni, poi l'uomo era uscito e lo aveva picchiato, allora lui incominciò a camminare, senza sapere dove andare.
Il guidatore dell'auto vide il cane fermo sul bordo della strada troppo tardi per evitarlo.

L'uomo lasciò la macchina sul ciglio della strada statale e si addentrò nella pineta verso il mare, eano le sei del mattino e ancora i turisti non erano arrivati. Giunto sulla spiaggia si sedette a guardare il mare, che ancora non aveva preso il solito colore azzurro aveva ancora i riflessi grigi della notte appena passata, un leggero vento fresco gli accarezzava il viso e lui si mise a piangere. La sua vita stava andando a rotoli e lui non riusciva a fermarla, o forse non voleva. Decise di tornare alla macchina e di partire quel giorno stesso, per una destinazione qualsiasi.

Stava per risalire in macchina quando sentì il rumore di una frenata dietro di lui, un tonfo e poi un guaito... si voltò e vide una donna scendere dall'auto e precipitarsi al bordo della strada verso quello che sembrava un fagotto di stracci. Raggiunse la donna, che era ormai china sul fagotto, la donna piangeva e si disperava, il fagotto guaiva, perchè era un cane.

L'uomo pensò che quello era il cane più brutto che avesse mai visto, non si capiva nemmeno di colore avesse il pelo che era tutto arruffato e pieno di nodi, si inginocchiò anche lui e posò la mano sulla schiena ossuta dell'animale, evidentemente la bestia non mangiava regolarmente. Gli usciva sangue dalla bocca e una delle zampe davanti era chiaramente rotta, non era in grado di valutare se ci fossero altri danni. La donna continuava a piangere, a scusarsi, a dire che lei non l'aveva proprio visto quel cane, e che se fosse arrivata tardi al lavoro l'avrebbero licenziata.

L'uomo le disse di non preoccuparsi, l'avrebbe portato lui il cane dal veterinario tanto non aveva altro altro da fare nella vita, lo caricò in macchina e si diresse verso la clinica veterinaria del paese.

Il cane non si era reso conto che quella macchina gli stava venendo addosso, altre volte aveva schivato delle auto all'ultimo momento, una volta aveva persino preso un paraurti sul muso, ma mai nessuno si era fermato. Adesso c'erano due persone che lo stavano guardando, il maschio gli stava passando una mano sulla schiena, ma non per picchiarlo la donna gli teneva il muso tra le mani e continuava a passargli una mano sulla testa, cos'era questo? forse quello che aveva sentito dire dagli altri cani, una carezza? Comunque tutto si stava facendo confuso e lontano, aveva tanto sonno e si addormentò.

Il veterinario scuoteva la testa, non tanto per la frattura alla zampa o l'escoriazione al muso, che era la causa della perdita di sangue dalla bocca, quanto per le condizioni generali del cane, era denutrito e disidratato, molto debole. Per fortuna la frattura non necessitava di operazione per essere ricomposta, gli ingessò la zampa e gli fece una flebo. L'uomo si era detto disposto a pagare tutte le cure, ma non c'erano cure particolari da dover fare, la povera bestia aveva solo bisogno di riposo e di essere rifocillato. Non aveva microchip o tatuaggi, impossibile risalire al padrone.
L'uomo accettò con riluttanza di portarsi il cane a casa, sarebbe stato per pochi giorni gli disse il veterinario, giusto il tempo di trovare uno stallo o un canile dove collocarlo.

Il cane si svegliò per una fitta dolorosa alla zampa, cercò di mettere a fuoco l'ambiente circostante, dov'era? Oh no, sembrava l'interno di una casa, lui non poteva stare lì, doveva cercare di alzarsi e uscire, non voleva essere picchiato ancora, si stava trascinando in qualche modo verso una porta finestra quando arrivò l'uomo che gli si fece vicino lo prese in braccio e lo riportò dove si era svegliato, un giaciglio morbido una cosa che lui non aveva mai provato. non si ribellò, se l'uomo voleva farlo rimanere in casa lui ci sarebbe rimasto, non voleva essere picchiato.
L'uomo andò via di nuovo e tornò con un grosso recipiente, sentì subito il profumo e cercò di alzarsi di nuovo, gli stava dando da mangiare! possibile? meglio non farsi troppe domande e riempirsi lo stomaco fin che era possibile. Con lo stomaco pieno e l'effetto delle medicine che erano nel cibo il cane si addormentò di nuovo.

Verso le 22.00, il cellulare dell'uomo squillò, era la donna che aveva investito il cane, voleva sapere come stava, no lei non poteva tenerlo, era in affitto e il padrone di casa non voleva animali, poteva passare a vedere il cane l'indomani dopo il lavoro?
A mezzanotte l'uomo decise di andare a dormire, sollevò il cane addormentato dentro a una coperta e lo depositò sul pavimento accanto al suo letto, meglio averlo vicino nel caso fosse stato male, si addormentò con il braccio a penzoloni e la mano sulla testa del cane.

L'uomo e il cane si svegliarono a giorno ormai inoltrato... nessuno dei due dormiva così da tanto, troppo tempo. La mano dell'uomo era ancora sulla testa del cane, si mosse in una naturale carezza, il cane pur non avendone mai ricevuta una riconobbe il gesto e ricambiò con una timida leccata.
Si guardarono negli occhi per la prima volta, fu allora che capirono tutto: il cane non sarebbe andato in un canile sarebbe rimasto per sempre al fianco di quest'uomo gentile, che non sarebbe mai più tornato a vivere in città, l'uomo non avrebbe mai più fatto solitarie passeggiate sulla spiaggia all'alba, ma sarebbe uscito sempre con il cane che finalmente adesso sapeva cosa erano una carezza e una casa.

Per l'uomo e per il cane non ci sarebbe mai più stato un giorno qualunque.

sabato 9 aprile 2011

gatti, mariti e disposizione degli oggetti...

Devo spostare una pianta in vaso che ho in casa. E' su un muretto ed è diventata troppo alta, tocca il soffitto, quindi, insieme a Sofy (ovviamente) ho deciso di spostarla, ma per farlo ho bisogno di un portavaso perchè visto che voglio metterla per terra, ha bisogno di un piccolo rialzo, perchè altrimenti sarebbe troppo bassa... chiaro no? semplice e lineare come ragionamento, per un gatto e per una donna, ma non per un marito. Ecco come è andata.
Avevo già fatto tutto il ragionamento dentro di me e con sofy, quindi l'ultima volta che siamo andati a fare la spesa all'ipermercato sono andata decisa verso il reparto vasi per vedere se c'era il portavaso adatto alle mie esigenze, michi inizia a guardarmi con sospetto.
Cosa devi fare?
voglio spostare una pianta...
quale?
quella alta che c'è sul muretto, ormai tocca il soffitto...
quale muretto?
come quale muretto? ne abbiamo solo uno in casa, quello in cima alle scale... quello sopra al quale ho messo tutte le piante.
ah... e quale pianta vuoi spostare?
quella che ormai tocca il soffitto...
ah...e dove vuoi metterla?
per terra, in guardaroba tra la finestra e il calorifero, però mi serve un piccolo rialzo e allora sto cercando un portavaso magari con le ruote (e mi sentivo così magnanima e condiscendente per avergli spiegato nel dettaglio quello che doveva sembrare ovvio al primo colpo)
quale finestra? (ecco questa domanda mi ha gelata)
come quale finestra? in guardaroba c'è una finestra sola!
uhm... hai detto tra la finestra e il calorifero?
si e non mi chiedere quale calorifero perchè anche di quello ce n'è uno solo...
non riesco a capire dove vuoi metterla (nella mia mente si stava facendo strada una barbara soluzione)
vabbè dai allora adesso lascio perdere l'acquisto del portavaso, quando torniamo a casa ti faccio vedere e decidiamo insieme...
Arrivati a casa, gli faccio vedere la pianta, tutta storta perchè tocca il soffitto, e quella che doveva essere la sua nuova posizione...
ah vuoi metterla qui? non avevo capito... (certo potevano esserci dei dubbi, visto che abbiamo un solo guardaroba con una sola finestra e un solo calorifero, quindi quando ti dico che voglio mettere la pianta in guardaroba tra la finestra e il calorifero: il dubbio sorge spontaneo).
Questo è solo un esempio, chi di voi ha un marito, un compagno convivente o anche un semplice coinquilino maschio ha capito perfettamente quello che intendo dire. La situazione classica è: lui svuota la lavapiatti e con i piatti in mano chiede smarrito dove li metto? mah visto che vivi qui anche tu da 13 anni forse un'intuizione dovrebbe venirti...
Non tocchiamo poi il tasto del disordine perchè andiamo a sollevare un vespaio! ma solleviamolo pure. Lo ammetto io sono molto disordinata... esternamente, per quanto riguarda gli armadi, armadietti, cassetti e scomparti vari: SONO UNA PAZZA PARANOICA. Ripongo le cose sempre nello stesso punto, non solo sempre nello stesso cassetto, ma all'interno del cassetto sempre nella stessa posizione. Così il golfino nero è nel terzo cassetto nell'angolo di destra e SOTTO al maglione grigio, MAI sopra. Gli abiti e i pantaloni appesi nell'armadio sono sempre nello stesso ordine, non capita mai che due appendini si scambino di posto....
Ho scoperto che il felino di casa è esattamente come me! le sue cose i suoi giochini e i suoi trofei, DEVONO stare sempre nello stesso posto. Se per sbaglio, dopo aver fatto le pulizie li rimetto nell'ordine sbagliato, miagolii isterici mi ricordano che ogni cosa ha un posto e ogni posto la sua cosa!
Sul mio lavandino del bagno c'è uno spazzolino per le mani, piccolo a forma di elefantino rosa, di solito sta a destra tra il rubinetto e il porta sapone... sabato scorso dopo aver pulito il lavandino l'ho messo a sinistra. Dopo un paio d'ore vado a lavarmi le mani e lo spazzolino è nel lavandino... ma come ha fatto a cadere? lo rimetto a posto, sempre a sinistra. Alla sera trovo di nuovo lo spazzolino nel lavandino... vuoi vedere che? allora lo rimetto a destra al suo soloto posto... non è più caduto nel lavandino. Evidentemente un micio paranoico non gradiva la nuova posizione dell'elefantino.
E anche stavolta non posso fare a meno di pormi la solita domanda: è diventata così vivendo con me, oppure è venuta a vivere con me perchè è così????

venerdì 8 aprile 2011

tornare a casa... 2

Ultimamente i miei ritorni a casa si fanno sempre più complicati...
E' venerdì... decido di prendere un'ora di permesso per andare dal parrucchiere e farmi un pò carina, si si ne ho proprio bisogno, e poi con quei vestitini nuovi che ho nel baule della macchina farò un figurone.
Salgo sulla mia macchinetta e mi avvio verso Como, lasciandomi alle spalle la grigia Cologno... arrivata in tangenziale i pannelli luminosi mi avvisano che, a causa di un incidente ci sono ben 5 km di coda, decido allora di fare il giro più lungo passare dalla tang nord, deviare a Bollate e prendere la autolaghi alla nuova uscita di fiera rho.... un giuoco da ragazzi...
Però che caldo che fa, caspita 33 gradi, mica male per essere all'8 di aprile... uffa c'è coda anche qui, meno male che ho il cambio automatico se no mi veniva una gamba come una zampogna....
biiiip biiiip biiiip biiipppp
e che cos'èèèèèèèè, si accende una spia luminosa, la macchina va in folle, avviso "anomalia cambio".... metto le 4 frecce, cerco di muovere la leva del cambio avanti e indietro.... niente da fare, dietro suonano tutti... e già mi piaceva il posto e mi sono fermata apposta! spengo e riaccendo il motore, ok tutto a posto riparte.
Dopo 500 mt di nuovo biiiippppp biiiiipppp biiiipppp anomalia cambio, macchina in folle... 4 frecce, una signora con suv d'ordinanza dietro di me si mette a suonare come una pazza, mi sorpassa abbassa il finestrino e mi urla: "ccccrettina!"... non va tanto lontana perchè c'è coda, la mia macchina riparte, la raggiungo, abbasso il finestrino e le riurlo: "meretrice, figlia di meretrice e nipote di meretrice, non stavo mica prendendo il sole!" vabbè lasciamo perdere...
Arrivo a 200mt dal casello e la macchina si ferma di nuovo, vabbè chiamo l'assicurazione e mi faccio mandare un carro atrezzi, ravano un pò nel cruscotto ma non trovo la polizza con il numero per le emergenze, sicuramente michi ce l'ha, lo chiamo... non risponde... cerco ancora, lo richiamo, non mi risponde, ribalto anche il sedile, richiamo... non risponde.... ah ecco sotto al tappetino era finita! chiamo l'assicurazione, mi risponde un gentilissimo ragazzo, Alberto, mi tranquillizza, tenga libero il cellulare signora la richiamano subito.... ok grazie... mando sms al latitante consorte, sono in panne in autostrada aspetto carro attrezzi.... butto l'occhio al termometro temperatura esterna 35°... però, mica male... drriiin pronto signora, carro attrezzi mi dice esattamente dove si trova? alla barriera di milano nord 10 mt prima del casello direzione varese-como.... direzione varese o como? è la stessa... comunque diciamo varese, prima del casello ha detto? si prima del casello esattamente davanti al punto blu... non ha passato il casello? no sono ferma prima del casello... quindi non ha pagato il pedaggio? NO S O N O F E R M A P R I M A del casello (credo che adesso abbia capito).. va bene signora tra 15 minuti al massimo siamo lì, ok grazie...
magari scendo dalla macchina e mi appoggio al guard rail, fa un po caldo, 36°.... mando sms a Alessandra... ci sentiamo dopo 5 min, mi conforta un pò.... ah ecco ho sotto la chiamata di michi... Pronto? cosa c'è? come cosa c'è sono ferma in autostrada con la macchina guasta... sono con dei clienti, chiama il carro attrezzi! dopo avergli suggerito dove andare metto giù... però 35 minuti mi sembrano troppi, ah eccolo il carro attr.... ma dove va? perchè sfreccia via? perchè passa il casello?????? richiamo l'assicurazione, mi risponde ancora il gentilissimo alberto.... sa signora avevano capito che era ferma DOPO il casello, il tempo di girare e arriva... ovviamente passano altri 15 minuti, il caldo è insopportabile, ho i capelli appiccicati alla testa, come se mi avesse leccato una mucca... arriva il carro attrezzi... signora però adesso è troppo tardi, non la posso portare a como devo lasciarla in deposito e la macchina gliela porto in officina domani mattina... lei può farsi venire a prendere all'uscita dell'autostrada, tanto è vicinissima...
arrivati al deposito, prendo la mia borsetta, che come tutte le borsette pesa tra i 15 e 20 kg, e anche il valigino, perchè avevo passato la notte da mia mamma, già che ci sono prendo anche l'impermeabile, tanto l'uscita dell'autostrada è vicina... saldo il conto e mi faccio spiegare la strada... guardi in linea d'aria saranno venti metri.... si, ma visto che io non so volare? allora deve fare il giro lungo, saranno 300-500 mt... mi avvio carica come un mulo, sotto un sole cocente in una zona industriale semideserta ( se fossi stata una bonazza bionda e magra qualcuno mi avrebbe accompagnata) spero che non mi ritrovino tra tre giorni riversa in un fosso....
arrivo ad un mega svincolo autostradale due rotonde consecutive... trovo due signori anziani con dei cani più anziani di loro... scusate mi hanno detto che di fianco all'uscita dell'autostrada c'è un mc donald... si in linea d'aria saranno 20 mt... ribadisco che io non so volare e i due mi guardano stupiti e con una certa aria da compatimento, allora deve fare tutto il giro delle due rotonde, saranno 500mt al massimo... dopo altri 20 minuti finalmente arrivo al mc donald mi prendo una bibita ghiacciata e mi siedo ad aspettare michi che nel frattempo era riuscito a trovare il tempo per venire a prendermi.... mi guardo riflessa nella vetrina: a tracolla borsa e valigia, sull'altro braccio impermeabile, capelli bagnati di sudore... faccia paonazza... arriva michi.... lo vedo e scoppio a piangere
IO VOLEVO SOLO ANDARE DAL PARRUCCHIERE!!!!!

sabato 19 febbraio 2011

Persi e Trovati...

... no no niente paura, nessun animale si è perso, sto parlando solo di oggetti, e di un umano veramente, ma veramente distratto.
Due settimane fa, una sera, Michi scende per la cena con l'aria un pò corrucciata, seguito da una brontolante Sofy:
non trovo più gli occhiali da vista, la custodia è vuota, li abbiamo cercati un pò ma non ci sono...
meow
hai guardato sul comodino?
non ci sono
miao
in bagno?
neanche lì
marangà
in guardaroba?
no no
mermà
boh, domattina salteranno fuori, vedrai
maow
Così per due settimane ogni sera e ogni mattina, sempre con l'aiuto di un micio volontario, abbiamo cercato gli occhiali, ma sembravano svaniti nel nulla... già pensavo di scrivere un post sulla misteriosa sparizione degli ausili visivi...
Questa mattina, michi è al lavoro, avevo bisogno del cavetto per collegare il telefono al pc, ma non avevo voglia di andare di sopra a prenderlo... vedo che michi ha lasciato a casa lo zainetto che si porta al lavoro TUTTI I GIORNI, bene, lui ha sempre il cavetto nello zaino! apro la tasca anteriore e cosa trovo? la custodia degli occhiali con OVVIAMENTE gli occhiali dentro... quindi gli occhiali sono sempre stati dove dovevano essere, semplicemente michi ha guardato nella custodia sbagliata, una vecchissima custodia che ho visto sul suo comodino che non è nemmeno uguale a quella che sta usando adesso... se li è portati avanti e indietro dal lavoro per due settimane...
Perchè il gatto ha osservato la scena scuotendo sconsolata la testa???

mercoledì 16 febbraio 2011

Tornare a casa...

Una volta tanto non sono qui a descrivere le gesta di qualche mio maldestro animale, ma voglio raccontare cosa mi è successo ieri sera tornando a casa. Si dice che gli animali finiscano con assomigliare ai loro padroni sia fisicamente che caratterialmente, dopo ieri sera ne sono convinta e mi spiego tante cose dei miei quadrupedi: han preso tutto da me!
Dunque, esco dall'ufficio tutta contenta, timbro il mio bravo cartellino e salgo in macchina, con troppo impeto, perchè nel sedermi mi si spaccano i pantaloni, dalla cerniera davanti fin su alla cintola dietro. Vabbè, penso, chi se ne importa, tanto non devo fermarmi da nessuna parte... e via con animo lieto verso casa della mamma.
Arrivo all'inizio della strada sterrata, sotto una pioggia battente, mi accorgo che la sbarra di ingresso è abbassata, scendo per aprirla , ma un lucchetto nuovo fiammante fa bella mostra di se nella serratura... la casa è molto distante, prima di arrivare a piedi fin là fammi telefonare... "pronto? mamma? ma avete messo un lucchetto nuovo alla sbarra?"
"si"
"ma da quando scusa?"
"da oggi"
"ah.. ma non me l'avevi detto"
"ah no?"
"no... vengo a prendere la chiave"
e mi incammino, per una strada tutta fango, senza ombrello e con le mie scapette scamosciate tacco 10, man mano che mi avvicino alla casa la strada è sempre peggio, mi trovo davanti una pozzanghera che la occupa per intero e cercando di rimanere più vicina che posso al bordo non riesco ad evitare di metterci un piede dentro, l'acqua mi entra anche da sopra la scarpa...
Arrivo a casa, mia madre molto gentilmente esce al canceleltto pedonale e mi porge la chiave.
Torno verso la macchina e nella pozzanghera ci finisco con l'altro piede, meglio così sono bagnati uguali.
Arrivo alla sbarra e armeggio con il lucchetto, la chiave mi sfugge di mano e finisce in una profonda pozzanghera fangosa, che faccio? ci ravano dentro con la mano, sperando di non tastare qualche animale delle paludi, coccodrilli o similia. Recupero la chiave, con una perfomance degna dell'isola dei famosi e apro finalmente la sbarra, porto dentro la macchina e a quel punto prima di richiuderla mi tolgo il caèppottino di piumino perchè ormai ero sudata come un maratoneta. Incurante della pioggia che continuava a scendere piuttoso allegramente, cerco di richiudere la sbarra, ma è pesantissima... mi appendo bene con tutte e due le mani e tiro tiro... fino a scivolare con tutte e due i piedi e a cadere piatta di sedere nella pozzanghera... (vi ricordo che i pantaloni erano squarciati e le mie mutandine di pizzo rosa hanno fatto una gran brutta fine).
Per fortuna in macchina avevo un sacchetto di plastica di quelli per la spesa, l'ho sistemato sul sedile e finalmente mi sono potuta avviare verso casa...
Entro in casa così: con una mano mi tenevo su i pantaloni, nell'altra avevo il beauty con il necessario per la notte e, deo gratias, un cambio di vestiti, su una spalla la tracolla della borsa e il cappotto. Piena di fango fin sopra le orecchie, i pantaloni squaciati con il sedere di fuori tutta bagnata.. mio padre comodamente seduto sul divano mi guarda, e laconicamente mi chiede "piove ancora?"
"ha quasi smesso"
"per fortuna, potevi bagnarti"
mi dirigo verso la scala per salire nel mio alloggio e mia mamma:
"tesoro non ti ho acceso il riscaldamento di sopra da te, tanto a te non serve vero? ti fermi solo una notte"
"no, mamma, non mi serve... non vorrei mi facesse male troppo caldo..."

domenica 2 gennaio 2011

Cani e fughe d'amore

Quando ero giovane e idealista, ero contraria alla sterilizzazione degli animali domestici. Quando mi sono ritrovata con la casa piena di gatti e dopo una visita al canile municipale di Milano, ho cambiato idea.
I miei cani non sono mai stati sterilizzati, perchè gestire gli impeti d'amore di un cane è più facile che gestire la focosità di un gatto, soprattutto quella di una gatta.
Candy è stata sempre molto coscienziosa, anche se nutriva una particolare simpatia per un aitante pastore tedesco, Wolf. Noi eravamo favorevoli alla loro affettuosa amicizia perchè il giovanotto era di buona famiglia, aveva anche un titolo di studio, infatti aveva frequentato una scuola di addestramento per cani, con tanto di diploma finale. Non doveva essere stato uno studente molto diligente, e io ho sempre pensato che quel diploma fosse stato conseguito con mezzi poco leciti, perchè Wolf scappava sempre di casa, sordo ad ogni richiamo da parte dei suoi padroni, dopo la terza o la quarta fuga però si misero il cuore in pace perchè capirono che le fughe di Wolf avevano un solo scopo: venire a piangere disperatamente davanti al nostro cancello per vedere Candy, anche se lei non era in calore. I due passavano almeno un quarto d'ora ad uggiolare insieme dandosi un sacco di baci attraverso la cancellata, fino a che io aprivo il cancello e allora iniziavano a correre come disperati per tutto il giardino, poi i padroni di Wolf venivano a riprenderselo e i due si separavano con strazianti latrati. Devo precisare che tutto questo strazio era assolutamente gratuito, perchè mai nessuno si è sognato di impedire ai due novelli Romeo e Giuletta di vedersi, la nonna portava Candy tutti i giorni a trovare Wolf e lui scappava da noi almeno due volte a settimana, ma come ho già detto prima il diploma di lui non era molto meritato e Candy... beh lei era semplicemente Candy...
Solo una volta, durante un calore di Candy, fuggirono insieme, li ritrovai dopo un'ora in un campo vicino a casa, ma evidentemente il loro era rimasto un amore platonico perchè non ci furono "conseguenze".
Decine di conseguenze invece, ci furono per le fughe d'amore di Poker, la generazione attuale dei cagnetti di Vimodrone vede una altissima percentuale di individui biondi con una macchia bianca in mezzo alla fronte, prova che le loro mamme o le loro nonne, avevano conosciuto il Fetente. Ho sempre sospettato che Pochipò avesse un'agenda con segnati i calori di tutte le cane del paese, perchè si presentava puntuale come un orologio al loro cancello al momento giusto. Io ero disperata perchè era capace di stare via tutta la notte, rientrare al mattino solo per farsi vedere, darsi una rinfrescata e uscire di nuovo fino a sera.
Una volta un signore si è presentato alla porta di casa, con l'evidente prova del misfatto di Pochipò in braccio, un orrendo cucciolo con il corpo di dalmata e la testa di labrador, io pensavo che volesse dare a noi il figlio della colpa... invece pretendeva un risarcimento in denaro perchè sosteneva che la sua cana di purissima razza dalmata era stata per sempre rovinata dall'insana passione per il Fetente. Non potendo esibire una prova del dna a riprova delle sue accuse, l'esuberante signore se ne tornò a casa con il bizzarro cucciolotto e la cana di razza purissima ma dai facili costumi.
Un capitolo a parte meritano le imprese amorose della mi gatta Isottina, ve le racconterò la prossima volta.