Avete mai provato a vietare qualcosa a un gatto? Se l'avete fatto e il vostro divieto è stato rispettato, avete tutta la mia stima. E' molto difficile vietare qualcosa a un micio, ma ancora più difficile far rispettare il divieto, o meglio, praticamente impossibile. Un felino ha mille modi, palesi oppure subdoli per aggirare un divieto.
Al suo arrivo in casa nostra a Sofy furono subito presentate alcune regole, che nella nostra testa lei avrebbe dovuto rispettare: non si entra in camera da letto, non si entra negli armadi, non si sale sul tavolo da pranzo. L'unico divieto che rimane in vigore, e stranamente rispettato è quello di non saltare sul tavolo da pranzo, gli altri sono stati bellamente ignorati. Era una frugoletta piccina, con due enormi occhioni verdi lacrimosi, quando michi la sera la chiudeva fuori dalla porta della camera da letto... l'ha fatto solo per due sere, la terza sera che si è visto fissare da quegli occhi da povero cucciolo abbandonato le ha detto: va bene entra, ma non puoi salire sul letto, ti metto la cuccia a igloo sul panchetto e dormi lì... questo scena si è ripetuta per due sere, la terza sera, una sera particolarmente fredda: va bene puoi dormire sul letto, ma solo per stasera e solo in fondo ai piedi... a quel punto io e Sofy ci siamo guardate e ho avuto l'impressione che mi strizzasse l'occhio! Ovviamente da quella sera in poi la gatta considera il letto matrimoniale la cuccia grande.
E questo era l'esempio di come i gatti riescono a eludere un divieto agendo in modo subdolo, un metodo che può essere equiparato alla circonvenzione di incapace, incapace di opporsi al volere di un micio.
Il secondo metodo invece è molto più diretto, al divieto viene opposto un semplice, secco e imperioso Miao! che non ammette repliche e che equivale a un nostro Starai mica scherzando? Sofy ha applicato questo metodo al divieto di entrare negli armadi. Si mette davanti all'anta del guardaroba e miagola: Mao! Mrmà! e io con gentilezza e affabilità no miciotta non puoi entrare, fai la brava... mermeo, marmà gnà che tradodtto suona come non dire sciocchezze, stai zitta e aprimi questo armadio che devo dormire subito o mi sballa la tabella di marcia di oggi! Morale, sono nove anni che Psyco dorme nel mio armadio. Come dicevo prima l'unico divieto che rispetta è quello di non salire sul tavolo da pranzo, sugli altri tavoli sale, ma non su quello dove si mangia, i motivi potrebbero essere due: per darmi il contentino, almeno in una cosa mi ubbidisce! o molto più verosimilmente, visto che il nostro cibo non le interessa, non le interessa nemmeno salire sul tavolo. Mi sa che è la seconda che ho detto.
domenica 22 agosto 2010
sabato 14 agosto 2010
Gatti e imbiancatura
Quando si decide di imbiancare una stanza bisognerebbe sempre accertarsi che il micio di casa sia via per una vacanza o per un viaggio di affari. Noi abbiamo commesso l'errore di metterci a imbiancare con Sofy tra i piedi. In realtà lei supervisionava i lavori e dirigeva la squadra di operai, cioè io e Michi. Le cose si sono messe male fin dall'inizio perchè nello spostare il mobile del soggiorno abbiamo portato alla luce il suo nascondiglio segreto, pieno di tesori tali da far passare la tomba di Tutankhamon come una bottega di cianfrusaglie, palline di carta, cartine di cioccolatini, vecchi scontrini, tutti i topini (finti) comprati negli ultimi cinque anni e subito scomparsi. Quando si è resa conto della violazione della sua proprietà è scoppiato il finimondo, miagolii isterici e corse con i giochini in bocca per metterli in salvo da un'altra parte... sguardi fuoco a noi due che insensatamente avevamo deciso di spostare quel mobile e recriminazioni feline a non finire. Poi per circa un tre d'ore è sparita dalla circolazione, abbiamo (giustamente) immaginato che fosse andata di sopra a far riposare gli occhi e a riprendersi dallo stress. Verso sera fresca e riposata si è riprensentata al pian terreno, quando stavamo ripulendo tutto e poco assennatamente avevamo lasciato incustodito il piatto dove si intinge il rullo per verniciare... è stato un attimo... dopo pochi secondi decine di zampate bianche erano disposte, con un certo estro lo devo riconoscere, sul parquet di rovere. L'ululato che è uscito dalla mia gola ha tramortito Michi e lasciato del tutto indifferente la giovane artista, che già stava prendendo contatti per organizzare una mostra. Sono riuscita ad agguantarla e lavarle le zampe sotto l'acqua del lavandino della cucina, ovviamente il felino ha opposto resistenza , ma sono riuscita ad avere la meglio. Avrei voluto usarla per ripulire il pavimento, ma mi sono limitata ad un ammonimento verbale, lei ha fatto altrettanto, ritenedosi offesa e indignata oltre misura per l'affronto subito. Credo che non imbiancheremo prima di altri cinque anni... troppo stress per tutti.
domenica 8 agosto 2010
Topi, ratti e pantegane
Fin da piccola ho sempre avuto un terrore cieco dei topi e dei roditori in generale, penso di essere stata l'unica bambina della mia generazione non solo a non avere avuto un criceto, ma ad avere avuto una vera e propria crisi isterica al mio compleanno quando una compagna di classe delle elementari me ne regalò uno. La compagna di classe se ne tornò a casa tutta felice con il criceto che in realtà desiderava lei. Crescendo la paura dei topi non si afflievolita, anzi...
Quando ancora abitavamo a Milano, in un palazzo del centro al terzo piano, un giorno nell'aprire la porta di casa notai una gobba sotto al tappeto sul pianerottolo. Un paio di vigorose pestate di piedi non servirono ad abbassarla e allora alzai il tappeto... con mio grande sgomento e orrore vidi una pantegana di notevoli dimensioni entrare come una saetta in casa, mi stupii che non avesse suonato il campanello! Dopo i primi minuti di orrore e sgomento da parte mia e di mia madre, cercammo con raziocinio di uscire dall'incresciosa situazione... eravamo sole in casa con la nonna, il custode del palazzo non era in casa, c'era solo la moglie, tutti gli uomini del palazzo sembravano svaniti nel nulla, è proprio vero che quando serve l'uomo non c'è mai! A quel punto la mamma e la nonna si chiusero in una stanza con l'orrenda creatura e furia di scopettate la uccisero, mentre io in deliquio ero in piedi su una sedia messa sul tavolo (la prudenza non è mai troppa). Non si riuscì mai a capire da dove fosse uscito il feroce roditore, il custode perlustrò solai e cantine senza trovare traccia di suoi simili.
Diversi anni dopo, ormai sposata, ero al balcone della casa dove abbiamo abitato per i primi anni del matrimonio, un complesso di appartamenti quasi tutti vuoti in vista di una imminente ristrutturazione, quando tra l'erba incolta del giardino vidi un insolito movimento. Era l'imbrunire, perciò ci misi un pò a mettere a fuoco... ma inequivocalbilmente si trattava di un ratto, bello grassottello per giunta! Cacciai urlo beluino e michele accorse affannato temendo di trovarmi appesa fuori dal balcone, vittima di chissà quale incidente. Ma sei fuori???? ma urli così perchè dal terzo piano hai visto un topolino in giardino???? tipica considerazione maschile... prima di tutto non è un topino, è un ratto enorme! e poi non lo sai che i topi si arrampicano dappertutto e potrebbe anche entrare in casa? ovviamente avevo già in mano il telefono e stavo chiamando l'amministratore, gli intimai di provvedere immediatamente a una derattizzazione e lui un pò sconcertato mi disse che avrebbe provveduto. Nei giorni successivi ovviamente tenni d'occhio i movimenti dell'orribile roditore... era inequivocabilmente una roditora e stava preparando una tana per la progenie perchè raccoglieva tutto quello che di più morbido riusciva a trovare in giro. Bastò quello a intenerirmi, povera bestia, stava solo cercando un posto per far nascere i suoi piccoli.... che sarebbero stati almeno cinquecento nel giro di qualche mese! la tenerezza mi passò subito e continuai a tempestare di telefonate l'amministratore, però in attesa del disinfestatore buttavo dei pezzettini di pane alla puerpera. Non sono mai stata una persona coerente.
Quando ancora abitavamo a Milano, in un palazzo del centro al terzo piano, un giorno nell'aprire la porta di casa notai una gobba sotto al tappeto sul pianerottolo. Un paio di vigorose pestate di piedi non servirono ad abbassarla e allora alzai il tappeto... con mio grande sgomento e orrore vidi una pantegana di notevoli dimensioni entrare come una saetta in casa, mi stupii che non avesse suonato il campanello! Dopo i primi minuti di orrore e sgomento da parte mia e di mia madre, cercammo con raziocinio di uscire dall'incresciosa situazione... eravamo sole in casa con la nonna, il custode del palazzo non era in casa, c'era solo la moglie, tutti gli uomini del palazzo sembravano svaniti nel nulla, è proprio vero che quando serve l'uomo non c'è mai! A quel punto la mamma e la nonna si chiusero in una stanza con l'orrenda creatura e furia di scopettate la uccisero, mentre io in deliquio ero in piedi su una sedia messa sul tavolo (la prudenza non è mai troppa). Non si riuscì mai a capire da dove fosse uscito il feroce roditore, il custode perlustrò solai e cantine senza trovare traccia di suoi simili.
Diversi anni dopo, ormai sposata, ero al balcone della casa dove abbiamo abitato per i primi anni del matrimonio, un complesso di appartamenti quasi tutti vuoti in vista di una imminente ristrutturazione, quando tra l'erba incolta del giardino vidi un insolito movimento. Era l'imbrunire, perciò ci misi un pò a mettere a fuoco... ma inequivocalbilmente si trattava di un ratto, bello grassottello per giunta! Cacciai urlo beluino e michele accorse affannato temendo di trovarmi appesa fuori dal balcone, vittima di chissà quale incidente. Ma sei fuori???? ma urli così perchè dal terzo piano hai visto un topolino in giardino???? tipica considerazione maschile... prima di tutto non è un topino, è un ratto enorme! e poi non lo sai che i topi si arrampicano dappertutto e potrebbe anche entrare in casa? ovviamente avevo già in mano il telefono e stavo chiamando l'amministratore, gli intimai di provvedere immediatamente a una derattizzazione e lui un pò sconcertato mi disse che avrebbe provveduto. Nei giorni successivi ovviamente tenni d'occhio i movimenti dell'orribile roditore... era inequivocabilmente una roditora e stava preparando una tana per la progenie perchè raccoglieva tutto quello che di più morbido riusciva a trovare in giro. Bastò quello a intenerirmi, povera bestia, stava solo cercando un posto per far nascere i suoi piccoli.... che sarebbero stati almeno cinquecento nel giro di qualche mese! la tenerezza mi passò subito e continuai a tempestare di telefonate l'amministratore, però in attesa del disinfestatore buttavo dei pezzettini di pane alla puerpera. Non sono mai stata una persona coerente.
sabato 31 luglio 2010
Salsa verde, aglio e gatto
Ieri sera, ispirata da Valverde (mbciù) o meglio dovrei dire istigata, mi è venuta una voglia pazzesca di salsa verde. Così ho comprato il prezzemolo, che io l'orto non ce l'ho, e mi sono messa all'opera. Ovviamente sotto l'attenta supervisione di Sofy, ho tritato il prezzemolo e le acciughe, ho fatto bollire un uovo e ho aggiunto il tuorlo al composto, e poi finalmente l'aglio! ho preso diversi spicchi (si mi piacciono i sapori forti) e ho iniziato a pelarli e togliere l'anima, che è quella che poi si ripropone... e uno spicchio bello pelato mi è caduto per terra. Psyco, nell'intento di aiutarmi, l'ha preso al volo... ed è rimasta come folgorata, la faccia stupita ha iniziato ad annusarlo o dovrei dire a sniffarlo... e poi come presa da un raptus l'ha prima morsicato e poi in preda ad un estasi felina l'ha mangiato. Ecco io ho avuto tanti gatti e tanti ne conosco, ma uno che si mangi l'aglio a questo modo, non l'ho mai visto e nemmeno l'ho mai sentito raccontare. In nove anni non aveva mai dato segni di avere predilezione per i sapori mediterranei, comunque poi sembrava molto soddisfatta. Dopo circa mezz'ora è arrivato a casa Michele, un rapido saluto a me e poi come al solito lui e Psyco si salutano per bene, la prende in braccio, le fa i grattini sulla pancia e sotto al mento, lei gli mette le zampe in faccia e gli miagola un sacco di cose... ed ecco che improvvisamente michi si volta verso di me con uno scatto e mi fa : cosa le hai fatto che tanfa di aglio che mi pare una bruschetta?... come gli sia venuto in mente che possa essere stata colpa mia non lo so... non sono solita sfregare i miei animali con l'aglio e nemmeno con altri alimenti. Non ho fatto in tempo a dare una spiegazione perchè ci ha pensato lei, marmao marangà mermeo miau! Ovviamente quando ho raccontato che l'aglio se l'era mangiato da sola, non mi ha creduta ed è convinto tuttora che io abbia sottoposto il suo povero micio a chissà quale genere di sevizie!
mercoledì 21 luglio 2010
"IO E MARLEY"
ATTENZIONE CONTIENE ANTICIPAZIONI SUL CONTENUTO DEL FILM SE NON AVETE VISTO IL FILM E NON VOLETE SAPERE COME VA A FINIRE NON LEGGETE
Ho commesso un errore... ho visto il film "io e Marley", sapevo fin dall'inizio che non avrei dovuto farlo. Tutto bene o quasi fino alla fine... è stato come rivivere quei momenti con Poker... mi sono ritrovata qui a singhiozzare, pensando al mio cane. Eppure è passato un anno, possibile che non mi sia ancora passata? Possibile che quando incontro per strada quel signore che ha un cane identico a Poky lo prego sempre con le lacrime agli occhi di lasciarmelo accarezzare? penserà che sono matta (uno più o uno meno che lo pensa chi se ne importa).
E' che non ho mai trovato un altro tipo di amore così assoluto e disinteressato, così alla pari, come il suo.
Ho commesso un errore... ho visto il film "io e Marley", sapevo fin dall'inizio che non avrei dovuto farlo. Tutto bene o quasi fino alla fine... è stato come rivivere quei momenti con Poker... mi sono ritrovata qui a singhiozzare, pensando al mio cane. Eppure è passato un anno, possibile che non mi sia ancora passata? Possibile che quando incontro per strada quel signore che ha un cane identico a Poky lo prego sempre con le lacrime agli occhi di lasciarmelo accarezzare? penserà che sono matta (uno più o uno meno che lo pensa chi se ne importa).
E' che non ho mai trovato un altro tipo di amore così assoluto e disinteressato, così alla pari, come il suo.
lunedì 19 luglio 2010
vacanze
Le vacanze sono uno stress... non per me ma per Psyco.
Fatto saldo il punto che portarla con noi sarebbe impossibile, appena vede una macchina comincia a miagolare e sbavare, figuratevi a mettercela dentro... ormai da cinque anni quando andiamo in vacanza il misericordioso Paolo, fratello di Michi, viene a prendersi cura di lei. Il copione si ripete identico tutte le volte, noi ci assentiamo solo per una settimana all'anno, ma tutte le settimane si svolgono nello stesso modo. Per i primi due giorni Psyco non tocca cibo e non si palesa al cambio della cassettina, il terzo e il quarto giorno miagola dalla mansarda e si nota che almeno ha assaggiato un pò di croccantini, il quinto e il sesto giorno si presenta davanti alla porta con le valigie pronte pensando di trasferisi a casa di Paolo. Oh ma il meglio di se lo da il settimo giorno, quando noi torniamo.... è quello che è successo la scorsa domenica al rientro dalle nostre vacanze.
Appena aperta la porta siamo stati accolti da un MIAU che veniva dal profondo di un cuore felino, seguito da una serie di miao meow marmao marangà che esprimevano tutto il sentimento di un micio che per una settimana si è sentito abbandonato, il rincrescimento e il dolore per quello che lei ha ritenuto essere un vero e proprio tradimento. Per circa dieci minuti abbiamo dovuto ascoltare rimproveri rimostranze e recriminazioni... ripetute recriminazioni... poi è stata la volta degli abbracci e dei baci reciproci e la promessa da parte nostra di non lasciarla sola per più di un giorno fino al prossimo anno. Comunque l'orgoglio felino non può certo essere messo da parte in una sola sera, infatti con me ha fatto la sostenuta per ben due giorni, prima di tornare ad essere di nuovo la mia gatta.
Fatto saldo il punto che portarla con noi sarebbe impossibile, appena vede una macchina comincia a miagolare e sbavare, figuratevi a mettercela dentro... ormai da cinque anni quando andiamo in vacanza il misericordioso Paolo, fratello di Michi, viene a prendersi cura di lei. Il copione si ripete identico tutte le volte, noi ci assentiamo solo per una settimana all'anno, ma tutte le settimane si svolgono nello stesso modo. Per i primi due giorni Psyco non tocca cibo e non si palesa al cambio della cassettina, il terzo e il quarto giorno miagola dalla mansarda e si nota che almeno ha assaggiato un pò di croccantini, il quinto e il sesto giorno si presenta davanti alla porta con le valigie pronte pensando di trasferisi a casa di Paolo. Oh ma il meglio di se lo da il settimo giorno, quando noi torniamo.... è quello che è successo la scorsa domenica al rientro dalle nostre vacanze.
Appena aperta la porta siamo stati accolti da un MIAU che veniva dal profondo di un cuore felino, seguito da una serie di miao meow marmao marangà che esprimevano tutto il sentimento di un micio che per una settimana si è sentito abbandonato, il rincrescimento e il dolore per quello che lei ha ritenuto essere un vero e proprio tradimento. Per circa dieci minuti abbiamo dovuto ascoltare rimproveri rimostranze e recriminazioni... ripetute recriminazioni... poi è stata la volta degli abbracci e dei baci reciproci e la promessa da parte nostra di non lasciarla sola per più di un giorno fino al prossimo anno. Comunque l'orgoglio felino non può certo essere messo da parte in una sola sera, infatti con me ha fatto la sostenuta per ben due giorni, prima di tornare ad essere di nuovo la mia gatta.
mercoledì 2 giugno 2010
Micioterapia
Oggi mi sono sottoposta a una intensa seduta di micioterapia... Psyco si è dedicata anima e corpo a me, con un'unica breve pausa per cercare di catturare una lucertola che incautamente si è introdotta in casa. La lucertola ha perso la coda e Sofy ha guadagnato in autostima credendosi una grande cacciatrice. La lunga seduta di micioterapia è iniziata ieri mattina, io ero molto agitata per un esame clinico che dovevo fare nel pomeriggio e Psyco si è resa conto fin dal prime luci dell'alba che qualcosa non andava, ad ogni passo che facevo (e ieri mattina ne ho fatti davvero tanti) ce l'avevo dietro e era tutto un marmao? mià, marangà mermeo miau, che in fondo era il suo modo per dirmi stai tranquilla vedrai che non è niente...
Arrivati al centro medico con mezz'ora di anticipo abbiamo dovuto aspettare in sala d'attesa, dove ho fatto in tempo ad elaborare un piano di fuga, che ho comunicato subito a michele, guarda quella signora seduta qui di fronte ha la mia stessa età... io le do una testata in faccia le faccio perdere i sensi e la metto sul lettino con la mia impegnativa in mano, tu intanto mi aspetti fuori in macchina col motore acceso... ma la mia idea non è piaciuta e sono dovuta rimanere lì. All'ora fissata per l'esame sono stata chiamata da una gentilissima infermiera che dopo aver controllato le mie generalità e l'impegnativa per l'esame mi chiede: signora è agitata? e io cercando di sembrare il più naturale possibile: ma no, perchè mai?... infermiera: non so, ma lei ha sempre gli occhi così sbarrati? arrivati al primo piano entriamo nell'ambulatorio vero e proprio e dall'anticamera scorgo la stanza dove si svolgerà l'esame, tutto verde, il lettino già pronto, i macchinari per il controllo dell'ossimetria... ecco la gola si fa secca e le pulsazioni aumentano, stringo ancora di più la mano di mio marito e quando viene invitato ad accomadarsi nella sala d'attesa deve letteralmente staccare le mie dita dal suo braccio... ma non mi guardare così! e invece si, mi lasci qui da sola e voglio che il mio sguardo disperato ti si stampi nella mente!
Mi fanno accomodare nella sala di preparazione, il medico gentilissimo, signora non deve avere così paura vedrà che con la sedazione non si accorgerà di nulla, raccogliendo le ultime forze rispondo ma io non ho mica paura... ecco allora esca da dietro il paravento e venga qui è inutile nascondersi sappiamo benissimo dov'è... diavoli di medici sanno sempre dove scovarti!
Mi fanno indossare un elegante camiciola verde e delle babbucce blu niente male, un ultimo tentativo di evitare l'inevitabile non firmando il consenso informato è stato prontamente sventato dalla premurosa infermiera. Ed eccomi condotta attraverso il miglio verde alla stanza dell'esame, attaccarmi allo stipite della porta con le mani e con i piedi sarebbe stato inutile, loro erano in tre e io da sola, un attimo dopo ero sdraiata sul lettino con un laccio emostatico attorno al braccio, la prima dose di sedativo non ha avuto alcun effetto e il tamburellare delle mie dita sul lettino ha convinto il medico dell'opportunità di somministrarmi una seconda dose che pur non facendomi addormentare mi ha comunque resa più docile. Il tutto poi si è svolto in pochissimi minuti e con esito favorevole. Sono stata riaccompagnato nella saletta di preparazione e tutto mi sembrava così bello, bella la stanza bello il medico e bello il referto, quando poi è entrato michele accompagnato dalla bella infermiera mi è sembrato bellissimo: ma sei drogata! è stato il suo amorevole commento. Arrivata a casa Sofy era già pronta, micioterapia d'urgenza! mi sono messa a letto con la gatta sulla schiena e ho dormito 4 ore, con un massaggio continuo di fusa e zampette amorevoli per tutto il tempo. Una breve pausa per una frugale cena e poi di nuovo a dormire sempre con una palla pelosa fusante addosso e oggi altrettanto per tutto il giorno. Comunque sono d'accordo con quel detto che recita: un gatto può risolvere un pò tutto facendo le fusa!
Arrivati al centro medico con mezz'ora di anticipo abbiamo dovuto aspettare in sala d'attesa, dove ho fatto in tempo ad elaborare un piano di fuga, che ho comunicato subito a michele, guarda quella signora seduta qui di fronte ha la mia stessa età... io le do una testata in faccia le faccio perdere i sensi e la metto sul lettino con la mia impegnativa in mano, tu intanto mi aspetti fuori in macchina col motore acceso... ma la mia idea non è piaciuta e sono dovuta rimanere lì. All'ora fissata per l'esame sono stata chiamata da una gentilissima infermiera che dopo aver controllato le mie generalità e l'impegnativa per l'esame mi chiede: signora è agitata? e io cercando di sembrare il più naturale possibile: ma no, perchè mai?... infermiera: non so, ma lei ha sempre gli occhi così sbarrati? arrivati al primo piano entriamo nell'ambulatorio vero e proprio e dall'anticamera scorgo la stanza dove si svolgerà l'esame, tutto verde, il lettino già pronto, i macchinari per il controllo dell'ossimetria... ecco la gola si fa secca e le pulsazioni aumentano, stringo ancora di più la mano di mio marito e quando viene invitato ad accomadarsi nella sala d'attesa deve letteralmente staccare le mie dita dal suo braccio... ma non mi guardare così! e invece si, mi lasci qui da sola e voglio che il mio sguardo disperato ti si stampi nella mente!
Mi fanno accomodare nella sala di preparazione, il medico gentilissimo, signora non deve avere così paura vedrà che con la sedazione non si accorgerà di nulla, raccogliendo le ultime forze rispondo ma io non ho mica paura... ecco allora esca da dietro il paravento e venga qui è inutile nascondersi sappiamo benissimo dov'è... diavoli di medici sanno sempre dove scovarti!
Mi fanno indossare un elegante camiciola verde e delle babbucce blu niente male, un ultimo tentativo di evitare l'inevitabile non firmando il consenso informato è stato prontamente sventato dalla premurosa infermiera. Ed eccomi condotta attraverso il miglio verde alla stanza dell'esame, attaccarmi allo stipite della porta con le mani e con i piedi sarebbe stato inutile, loro erano in tre e io da sola, un attimo dopo ero sdraiata sul lettino con un laccio emostatico attorno al braccio, la prima dose di sedativo non ha avuto alcun effetto e il tamburellare delle mie dita sul lettino ha convinto il medico dell'opportunità di somministrarmi una seconda dose che pur non facendomi addormentare mi ha comunque resa più docile. Il tutto poi si è svolto in pochissimi minuti e con esito favorevole. Sono stata riaccompagnato nella saletta di preparazione e tutto mi sembrava così bello, bella la stanza bello il medico e bello il referto, quando poi è entrato michele accompagnato dalla bella infermiera mi è sembrato bellissimo: ma sei drogata! è stato il suo amorevole commento. Arrivata a casa Sofy era già pronta, micioterapia d'urgenza! mi sono messa a letto con la gatta sulla schiena e ho dormito 4 ore, con un massaggio continuo di fusa e zampette amorevoli per tutto il tempo. Una breve pausa per una frugale cena e poi di nuovo a dormire sempre con una palla pelosa fusante addosso e oggi altrettanto per tutto il giorno. Comunque sono d'accordo con quel detto che recita: un gatto può risolvere un pò tutto facendo le fusa!
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