martedì 10 luglio 2012
Recriminazioni feline
lunedì 18 giugno 2012
Ti presento un amicio
Premetto subito, prima che qualcuno chiami la forza pubblica per farmi portare via con la camicia di forza, che a questa scena ha assistito anche Michi, è anche lui testimone di quanto è successo ieri mattina.
Il micio dei vicini, quello che è stato buttato fuori di casa quando è nata la bambina, è venuto a fare un giro a casa nostra. Il poveretto, che era abituato a vivere in casa, adesso vive fuori dalla porta di ingresso sia in estate che in inverno, e fa dei giri di perlustrazione nel vicinato, senza però mai dare molta confidenza, non si è mai lasciato avvicinare ne tantomeno toccare; lui è quel gatto che, quella volta che avevo lasciato spalancata la portiera dell'auto per tutta la notte, ha dormito in macchina sul sedile del guidatore e al mattino mi ha detto "scolta, per questa volta te l'ho guardata io la macchina, e non voglio neanche dei soldi, però stacci più attenta la prossima volta"...
Ebbene ieri mattina, ho aperto le imposte al pianterreno e lui era lì, in giardino, seduto a guardarsi intorno, mi fissa negli occhi e mi fa "maaoo", e io "maao anche a te, hai bisogno di qualcosa?", lui fa due passi in giardino e si porta davanti alla portafinestra della cucina, quando arrivo ad aprire anche quella, non si sposta come fa di solito e, sempre guardandomi dritto negli occhi, si struscia sulle gambe e entra in cucina.
"micio, ma sei impazzito? se adesso arriva Sofy, succede un finimondo..., michiiiiiiiii vieni subito qui che abbiamo un gatto in casa". Michele arriva e mi fa
-"si lo so che abbiamo un gatto in casa, ce l'abbiamo da 11 anni..." (tipica risposta da marito, quasi un classico)
"grrr, ma non è il nostro! è il micio grigio! lo sfrattato!"
"e tu mandalo fuori"
"nooo ho paura, guarda come mi fissa negli occhi!"
"ehm... in effetti...micio, cosa vuoi?"
"maaoo"
il micio, si fa un giro per la cucina, si guarda intorno, osserva i mobili, noi, l'ambiente, sembrava un agente immobiliare incaricato di valutare la casa, poi ci guarda tutti e due negli occhi, ci dice "maaoo" e esce.
Io e Michi rimaniamo attoniti e ammutoliti, lo seguiamo con lo sguardo fino al cancello e poi ci guardiamo di nuovo,
"ma cosa voleva?"
"boh"
In quel momento arriva Sofy "mià, marangà mermeow, miaù" si accomoda sulla finestra del soggiorno e si zittisce. Io vado in cucina e inizio a preparare la colazione, dopo cinque minuti, con la coda dell'occhio vedo del movimento alla porta della cucina, e penso "mi sa che il micio è tornato", senza nemmeno guardare, chiamo Michi...
"mi sa che è tornato il gatto"
"si, ma... non è solo..."
"come non è solo?"
Vado alla finestra del soggiorno, vedo Sofy sdraiata sul davanzale con una zampa protesa in avanti in atteggiamento svenevolo e tutta puuur frrrrrr e mrrrrrr, in giardino il gatto dei vicini con un altro gatto, decisamente un randagio a giudicare dalla sporgenza delle ossa della schiena e del bacino,
"oh mamma, e quello lì chi è?"
il micio dei vicini, mi guarda negli occhi e mi spiega "maaoo, maaoo, maaoo" e accompagna il randagio alla porta della cucina... Michele, mi guarda anche lui negli occhi (ma cos'hanno tutti stamattina che mi fissano così?) a me sembra chiarissimo quello che vogliono, quello lì è venuto prima a vedere la situazione e adesso ci sta presentando il suo amicio!
"michi non incominciare anche tu! sono già abbastanza psicolabile io!"
"ma guarda! guarda! lo sta portando in casaa! dai diamogli dei crocchini, poverino..."
Così abbiamo dato dei crocchini al gatto senza fissa dimora, che ha mangiato e poi se ne è andato, sotto lo sguardo attento del suo mentore felino.
Noi siamo rimasti lì, un pò imbarazzati, con l'impressione di essere stati valutati e con in testa una frase in micese che tradotta in italiano suona più o meno così:
"vi presento un mio amicio che sta attraversando un momento di difficoltà, voi pensate di prendere un altro gatto, lui cerca una casa.... io vi ho fatto conoscere...adesso vedete un pò voi".
Il micio dei vicini, quello che è stato buttato fuori di casa quando è nata la bambina, è venuto a fare un giro a casa nostra. Il poveretto, che era abituato a vivere in casa, adesso vive fuori dalla porta di ingresso sia in estate che in inverno, e fa dei giri di perlustrazione nel vicinato, senza però mai dare molta confidenza, non si è mai lasciato avvicinare ne tantomeno toccare; lui è quel gatto che, quella volta che avevo lasciato spalancata la portiera dell'auto per tutta la notte, ha dormito in macchina sul sedile del guidatore e al mattino mi ha detto "scolta, per questa volta te l'ho guardata io la macchina, e non voglio neanche dei soldi, però stacci più attenta la prossima volta"...
Ebbene ieri mattina, ho aperto le imposte al pianterreno e lui era lì, in giardino, seduto a guardarsi intorno, mi fissa negli occhi e mi fa "maaoo", e io "maao anche a te, hai bisogno di qualcosa?", lui fa due passi in giardino e si porta davanti alla portafinestra della cucina, quando arrivo ad aprire anche quella, non si sposta come fa di solito e, sempre guardandomi dritto negli occhi, si struscia sulle gambe e entra in cucina.
"micio, ma sei impazzito? se adesso arriva Sofy, succede un finimondo..., michiiiiiiiii vieni subito qui che abbiamo un gatto in casa". Michele arriva e mi fa
-"si lo so che abbiamo un gatto in casa, ce l'abbiamo da 11 anni..." (tipica risposta da marito, quasi un classico)
"grrr, ma non è il nostro! è il micio grigio! lo sfrattato!"
"e tu mandalo fuori"
"nooo ho paura, guarda come mi fissa negli occhi!"
"ehm... in effetti...micio, cosa vuoi?"
"maaoo"
il micio, si fa un giro per la cucina, si guarda intorno, osserva i mobili, noi, l'ambiente, sembrava un agente immobiliare incaricato di valutare la casa, poi ci guarda tutti e due negli occhi, ci dice "maaoo" e esce.
Io e Michi rimaniamo attoniti e ammutoliti, lo seguiamo con lo sguardo fino al cancello e poi ci guardiamo di nuovo,
"ma cosa voleva?"
"boh"
In quel momento arriva Sofy "mià, marangà mermeow, miaù" si accomoda sulla finestra del soggiorno e si zittisce. Io vado in cucina e inizio a preparare la colazione, dopo cinque minuti, con la coda dell'occhio vedo del movimento alla porta della cucina, e penso "mi sa che il micio è tornato", senza nemmeno guardare, chiamo Michi...
"mi sa che è tornato il gatto"
"si, ma... non è solo..."
"come non è solo?"
Vado alla finestra del soggiorno, vedo Sofy sdraiata sul davanzale con una zampa protesa in avanti in atteggiamento svenevolo e tutta puuur frrrrrr e mrrrrrr, in giardino il gatto dei vicini con un altro gatto, decisamente un randagio a giudicare dalla sporgenza delle ossa della schiena e del bacino,
"oh mamma, e quello lì chi è?"
il micio dei vicini, mi guarda negli occhi e mi spiega "maaoo, maaoo, maaoo" e accompagna il randagio alla porta della cucina... Michele, mi guarda anche lui negli occhi (ma cos'hanno tutti stamattina che mi fissano così?) a me sembra chiarissimo quello che vogliono, quello lì è venuto prima a vedere la situazione e adesso ci sta presentando il suo amicio!
"michi non incominciare anche tu! sono già abbastanza psicolabile io!"
"ma guarda! guarda! lo sta portando in casaa! dai diamogli dei crocchini, poverino..."
Così abbiamo dato dei crocchini al gatto senza fissa dimora, che ha mangiato e poi se ne è andato, sotto lo sguardo attento del suo mentore felino.
Noi siamo rimasti lì, un pò imbarazzati, con l'impressione di essere stati valutati e con in testa una frase in micese che tradotta in italiano suona più o meno così:
"vi presento un mio amicio che sta attraversando un momento di difficoltà, voi pensate di prendere un altro gatto, lui cerca una casa.... io vi ho fatto conoscere...adesso vedete un pò voi".
sabato 26 maggio 2012
Gatti e igiene personale
I gatti, si sa, ci tengono molto alla loro igiene personale. In genere il mio gatto sta veglio circa due ore al giorno, queste due ore vengono così distribuite: cinque minuti per mangiare, dieci minuti per giocare, il resto del tempo lo passa a lavarsi, quasi tutti i gatti fanno così. Detestano essere sporchi o avere addosso odori che non appartengono al loro mondo conosciuto. Ricordo che la mia amica Emma mi raccontò di quando il suo gatto Batuffolo, uno splendido persiano bianco, si era azzuffato con un altro gatto che gli aveva fatto pipi addosso... ebbene, il povero Batuffolo non si riprese da uno stato di prostrazione estremo fino a quando la mamma di Emma non gli fece un bel bagno e gli lavò via quella terribile e puzza dal suo magnifico pelo bianco.
Veniamo ora alla nuova impresa di Sofy... ieri nell'espletare le sue funzioni corporali, diciamo le più "impegnative", è incorsa in uno spiacevole incoveniente. La colpa è un pò anche mia perchè sono stata via a dormire per una notte e al mio rientro non ho pulito immediatamente la lettiera, fatto sta che il povero micio non ha "centrato" la cassettina, ha debordato sul pavimento del bagno e una parte del "malloppo" e rimasta attaccata al sottocoda! Devo dire che non ho apprezzato il fatto che abbia cercato di pulirsi da sola facendo la bicicletta sul tappeto del bagno e sul parquet, lei ne è rimasta stupita, forse si aspettava un encomio per il suo sforzo di rendersi indipendente in una situazione così difficile.
Per prima cosa ho pulito e disinfettato il bagno e buttato il tappeto in lavatrice, poi un sospetto si è fatto largo nella mia mente, vuoi vedere che il felino, pur con tutto il suo impegno, non è riuscito a pulirsi del tutto? E' partita la caccia al gatto, è stato facile trovarlo, mi è bastato seguire la puzza tremenda che lasciava dietro di sè... quando l'ho agguantata, in un primo tempo ha cercato di negare "no guarda, non sono stata io, se anche sono stata io adesso sono perfettamente pulita, no non sono io che puzzo", poi è capitolata... si è vero, puzzo... forse però non si aspettava un intervento così drastico da parte mia... l'ho presa e mi sono avvicinata alla vasca per lavare i panni in lavanderia, è stato un attimo.. il mio gatto si è trasformato in un incrocio tra un'anguilla e una furia, una furia assassina assetata di sangue, il mio sangue. Cercare di metterle il posteriore sotto l'acqua, insaponarlo (con apposito detergente intimo) e risciacquarlo, beh è stata un'impresa che mi è costata molto. Per fortuna ne sono uscita viva, viva anche se ferita gravemente e con un saldo proposito: se dovesse succedere nuovamente, aspetterò il ritorno a casa di Michele prima di cercare di lavare il gatto e comunque oggi comprerò quelle pratiche e geniali salviettine umidificate per pulire il pelo dei nostri amici pelosi...
Veniamo ora alla nuova impresa di Sofy... ieri nell'espletare le sue funzioni corporali, diciamo le più "impegnative", è incorsa in uno spiacevole incoveniente. La colpa è un pò anche mia perchè sono stata via a dormire per una notte e al mio rientro non ho pulito immediatamente la lettiera, fatto sta che il povero micio non ha "centrato" la cassettina, ha debordato sul pavimento del bagno e una parte del "malloppo" e rimasta attaccata al sottocoda! Devo dire che non ho apprezzato il fatto che abbia cercato di pulirsi da sola facendo la bicicletta sul tappeto del bagno e sul parquet, lei ne è rimasta stupita, forse si aspettava un encomio per il suo sforzo di rendersi indipendente in una situazione così difficile.
Per prima cosa ho pulito e disinfettato il bagno e buttato il tappeto in lavatrice, poi un sospetto si è fatto largo nella mia mente, vuoi vedere che il felino, pur con tutto il suo impegno, non è riuscito a pulirsi del tutto? E' partita la caccia al gatto, è stato facile trovarlo, mi è bastato seguire la puzza tremenda che lasciava dietro di sè... quando l'ho agguantata, in un primo tempo ha cercato di negare "no guarda, non sono stata io, se anche sono stata io adesso sono perfettamente pulita, no non sono io che puzzo", poi è capitolata... si è vero, puzzo... forse però non si aspettava un intervento così drastico da parte mia... l'ho presa e mi sono avvicinata alla vasca per lavare i panni in lavanderia, è stato un attimo.. il mio gatto si è trasformato in un incrocio tra un'anguilla e una furia, una furia assassina assetata di sangue, il mio sangue. Cercare di metterle il posteriore sotto l'acqua, insaponarlo (con apposito detergente intimo) e risciacquarlo, beh è stata un'impresa che mi è costata molto. Per fortuna ne sono uscita viva, viva anche se ferita gravemente e con un saldo proposito: se dovesse succedere nuovamente, aspetterò il ritorno a casa di Michele prima di cercare di lavare il gatto e comunque oggi comprerò quelle pratiche e geniali salviettine umidificate per pulire il pelo dei nostri amici pelosi...
lunedì 14 maggio 2012
Il Giordy
Il carattere di mio zio Giordano, il fratello di mia mamma per tutti "Il Giordy", sta tutto in un episodio che mia mamma mi racconta spesso. Durante la guerra, frequentavano le scuole elementari, vennero sorpresi da un bombardamento a scuola, non poterono tornare a casa e per qualche ora furono costretti a rimanere al riparo senza potersi muovere. Mia mamma, la più piccola dei due, dopo un pò incominciò a frignare perchè aveva sete, dopo una due tre volte che la sorellina gli diceva giordy, io ho sete... lui si bagnò un dito con la sua saliva e lo passò sulle labbra della mia mamma ecco adesso hai le labbra bagnate, non hai più sete vero? e lei vero, non ho più sete, e smise di piagnucolare. Ecco, uno che da bambino è così, da grande non poteva essere tanto diverso. La sua peculiarità? il buon umore, con quegli occhi azzurrissimi sempre sorridenti. Almeno con noi della famiglia. Eppure quando ero bambina avevo quasi timore di lui, di quell'uomo forte dallo sguardo che poteva diventare anche di ghiaccio e molto severo. La svolta nel mio rapporto con il Giordy ci fu quando avrò avuto cinque, massimo sei anni, i miei mi avevano lasciata a tradimento a casa della nonna Rosina e degli zii... a tradimento perchè mentre la complice zia Carmela mi portava a fare un giretto, loro se ne andarono e io scoprii la loro partenza solo una volta rientrata a casa.... furono lacrime pianti e strepiti, con la nonna e la zia che non sapevano più cosa fare per calmarmi, i miei cugini fecero del loro meglio per mettermi a mio agio (leggete qualche post più vecchio e potrete immaginare come), ma niente funzionò... a sera avevo esaurito tutte le mie lacrime, e finalmente arrivò a casa dal lavoro lo zio, gli bastò un attimo per valutare la situazione,uscì in giardino e mi chiamò con uno dei suoi fischi, dai vieni con me... gli andai dietro e lui mi portò a vedere una coniglia che aveva partorito da poco, mi fece accarezzare un coniglietto, domani te li faccio accarezzare ancora, adesso andiamo a vedere se le galline hanno fatto le uova. Andai con lui a raccogliere le uova nel pollaio, smisi di piangere e la mia considerazione per quello zio che credevo un pò burbero crebbe a dismisura.
Venerdì scorso sono andata al funerale dello zio Giordy, c'era tutto il paese a salutarlo, chi lo conosceva non poteva non stimarlo.
Ci hai dato tanto, ci mancherai tantissimo.
Che la terra ti sia finalmente lieve
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
(Alda Merini, Terra d’Amore, 2003)
domenica 29 gennaio 2012
Tacchini in azione!
Da diversi anni ormai abito al confine con la Svizzera, da ancora più anni ne frequento i negozi e le persone, per via di Michi che è di queste parti. Quindi sono molti anni che ho a che fare con la lingua della Svizzera italiana, che è un italiano un pò particolare. Non è assolutamente un dialetto o una storpiatura, è un'altro tipo di lingua italiana. Basta farci un pò l'orecchio, certo le prime volte si rimane un pò basiti, ma poi ci si abitua. Adesso poi che finalmente riesco di nuovo a vedere la televisione della svizzera italiana, posso farmi una full immersion, la RSI fa degli ottimi programmi autoprodotti, quiz e redazionali sulle varie realtà locali. L'altra sera guardavo un programma di cronaca su Chiasso, si parlava di richiedenti asilo che avevano avuto un vivace diverbio nei giardinetti dove sono soliti ritrovarsi. Ecco la frase dello speaker ufficiale: gli asilanti hanno avuto una scazzottatura di nessuna importanza. Ho reso l'idea?
Adesso potrete capire meglio cosa ho provato la prima volta che sono entrata in un supermercato svizzero. Michi mi aveva accompagnata a comprare un pò di cioccolato, entro tutta felice e vedo un sacco di cartelli con la scritta : TACCHINI IN AZIONE! appesi ovunque... mi sono sentita subito a disagio, mi sono stretta ancora di più a michi, guardandomi alle spalle e aspettandomi di vedere drappelli di tacchini armati fino ai de
nti spuntare da dietro gli scaffali. Già mi vedevo ostaggio di un tacchino vestito come rambo, con un coltello nel becco che mi usava come merce di scambio per la sua libertà. Michele ma cosa fanno questi tacchini in azione??? gli ho chiesto quasi piagnucolando... e lui mi ha risposto come quando si spiegano le cose a un bambino non troppo sveglio: eh? in azione? ah, vuol dire in offerta, che costano meno del solito...
Ecco, sono solo sottili differenze, basta farci l'abitudine, però da allora, al supermercato, guardo sempre con un certo sospetto i tacchini.
Adesso potrete capire meglio cosa ho provato la prima volta che sono entrata in un supermercato svizzero. Michi mi aveva accompagnata a comprare un pò di cioccolato, entro tutta felice e vedo un sacco di cartelli con la scritta : TACCHINI IN AZIONE! appesi ovunque... mi sono sentita subito a disagio, mi sono stretta ancora di più a michi, guardandomi alle spalle e aspettandomi di vedere drappelli di tacchini armati fino ai de
nti spuntare da dietro gli scaffali. Già mi vedevo ostaggio di un tacchino vestito come rambo, con un coltello nel becco che mi usava come merce di scambio per la sua libertà. Michele ma cosa fanno questi tacchini in azione??? gli ho chiesto quasi piagnucolando... e lui mi ha risposto come quando si spiegano le cose a un bambino non troppo sveglio: eh? in azione? ah, vuol dire in offerta, che costano meno del solito...Ecco, sono solo sottili differenze, basta farci l'abitudine, però da allora, al supermercato, guardo sempre con un certo sospetto i tacchini.
martedì 13 dicembre 2011
Gattoline di Natale
Il mio gatto è su facebook. Anch'io sono su facebook. Il mio gatto ha 598 amici. Io ho 329 amici (quasi la metà). Questa premessa dovrebbe già essere sufficiente a farvi comprendere tutto, ma io voglio infierire su di voi, e andrò avanti...
La maggior parte degli amici del mio gatto è costituita da altri gatti con un loro profilo facebook, però c'è anche qualche cane e qualche coniglio, gli animali, nel selezionare le loro amicizie, non fanno distinzioni di razza e di specie. La mia gatta si è fidanzata su facebook, ha conosciuto un aitante ragatto grigio, molto simpatico, dolce e sensibile, a gennaio ci sarà il gattimonio.
Ora, dovete sapere che questa comunità felina ha la piacevole usanza di scambiarsi delle cartoline con gli auguri di Natale, loro le chiamano Gattoline di Natale; si scambiano gli indirizzi e i loro umani le scrivono, pagano i francobolli e le spediscono. Quest'anno anche Sofy ha aderito all'iniziativa, ha raccolto gli indirizzi dei suoi amicetti, e mi ha fatto spedire le gattoline.
La scorsa settimana è arrivata la prima busta indirizzata a Sofy, erano gli auguri del suo amicio Silvestrino, ho preso la missiva e l'ho appoggiata sul tavolo del soggiorno. Dopo un paio di giorni si è aggiunta la gattolina di Angelica la Pantera, ho messo anche quella sul tavolo del soggiorno... L'altra sera, dopo cena, eravamo in salotto a leggere, io un libro, Michele il giornale... la stufa accesa, luci soffuse silenzio quasi totale, solo il crepitio della legna che bruciava... una scena molto british.
A un certo punto Michi abbassa piano il giornale, con tono pacato e aria solo vagamente interrogativa:
ahem..?... -
si, caro? -
ma... tu lo sai che il nostro gatto riceve della posta? -
si, caro, lo so -
ah, bene, allora è tutto a posto... -
si, caro -
meow -
e abbiamo continuato a leggere, lui il suo giornale, io il mio libro, Sofy le sue gattoline di Natale
La maggior parte degli amici del mio gatto è costituita da altri gatti con un loro profilo facebook, però c'è anche qualche cane e qualche coniglio, gli animali, nel selezionare le loro amicizie, non fanno distinzioni di razza e di specie. La mia gatta si è fidanzata su facebook, ha conosciuto un aitante ragatto grigio, molto simpatico, dolce e sensibile, a gennaio ci sarà il gattimonio.
Ora, dovete sapere che questa comunità felina ha la piacevole usanza di scambiarsi delle cartoline con gli auguri di Natale, loro le chiamano Gattoline di Natale; si scambiano gli indirizzi e i loro umani le scrivono, pagano i francobolli e le spediscono. Quest'anno anche Sofy ha aderito all'iniziativa, ha raccolto gli indirizzi dei suoi amicetti, e mi ha fatto spedire le gattoline.
La scorsa settimana è arrivata la prima busta indirizzata a Sofy, erano gli auguri del suo amicio Silvestrino, ho preso la missiva e l'ho appoggiata sul tavolo del soggiorno. Dopo un paio di giorni si è aggiunta la gattolina di Angelica la Pantera, ho messo anche quella sul tavolo del soggiorno... L'altra sera, dopo cena, eravamo in salotto a leggere, io un libro, Michele il giornale... la stufa accesa, luci soffuse silenzio quasi totale, solo il crepitio della legna che bruciava... una scena molto british.
A un certo punto Michi abbassa piano il giornale, con tono pacato e aria solo vagamente interrogativa:
ahem..?... -
si, caro? -
ma... tu lo sai che il nostro gatto riceve della posta? -
si, caro, lo so -
ah, bene, allora è tutto a posto... -
si, caro -
meow -
e abbiamo continuato a leggere, lui il suo giornale, io il mio libro, Sofy le sue gattoline di Natale
domenica 30 ottobre 2011
Gatti e sveglie mattutine
Chi vive con un gatto lo sa, a volte non c'è bisogno di possedere una sveglia se il micio di casa è mattiniero.
Quando Psyco era piccola, fino ai quattro/cinque mesi, ci svegliava tutte le mattine alle 6.30 spaccate... un inferno, non c'era domenica o giorno festivo che valesse qualcosa, tutte le mattine alle 6.30 lei doveva attaccare i nostri piedi e svegliarci. Poi tutta felice, si sdraiava in mezzo a noi due con aria molto soddisfatta per il lavoro ben fatto... noi eravamo un pò meno soddisfatti.
Poi, qualcosa è cambiato, non so cosa, ma ha incominciato ad apprezzare il fatto di dormire fino a tardi. Adesso siamo noi che disturbiamo lei al mattino presto. Quando la sveglia suona alle 6 del mattino la prima a reagire è Psyco, con uno stizzito "mmmmmaò", io spengo la sveglia e lei ripiomba nel sonno dei giusti. Anche quando rifaccio il letto lei non si muove, non fa una piega, un mattone di pelo addormentato.
Il sabato e la domenica dorme fino a quando dormiamo noi, dovessimo dormire fino a mezzogiorno lo farebbe anche lei. Il massimo della goduria felina lo raggiunge in inverno, si infila tra noi due, affondata nel piumone e secondo me arriva a misurare anche un metro e mezzo di lunghezza!
Credo di vivere con l'unico micio non mattiniero del mondo....
Quando Psyco era piccola, fino ai quattro/cinque mesi, ci svegliava tutte le mattine alle 6.30 spaccate... un inferno, non c'era domenica o giorno festivo che valesse qualcosa, tutte le mattine alle 6.30 lei doveva attaccare i nostri piedi e svegliarci. Poi tutta felice, si sdraiava in mezzo a noi due con aria molto soddisfatta per il lavoro ben fatto... noi eravamo un pò meno soddisfatti.
Poi, qualcosa è cambiato, non so cosa, ma ha incominciato ad apprezzare il fatto di dormire fino a tardi. Adesso siamo noi che disturbiamo lei al mattino presto. Quando la sveglia suona alle 6 del mattino la prima a reagire è Psyco, con uno stizzito "mmmmmaò", io spengo la sveglia e lei ripiomba nel sonno dei giusti. Anche quando rifaccio il letto lei non si muove, non fa una piega, un mattone di pelo addormentato.
Il sabato e la domenica dorme fino a quando dormiamo noi, dovessimo dormire fino a mezzogiorno lo farebbe anche lei. Il massimo della goduria felina lo raggiunge in inverno, si infila tra noi due, affondata nel piumone e secondo me arriva a misurare anche un metro e mezzo di lunghezza!
Credo di vivere con l'unico micio non mattiniero del mondo....
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