Insonne perchè preda del mal di denti, la notte scorsa ho ripassato mentalmente tutti i miei animali... arrivando alla conclusione che non ho mai avuto la compagnia di un essere "normale".
I gatti siamesi dei quali eravamo ospiti quando sono nata, erano dei fissati con lo sport che allenavano i figli al "salto nella culla", cioè si arrampicavano in cima alle tende della camera da letto e da lassù si lanciavano nella mia culla... tutti e sette.
Greta era evidentemente schizofrenica e spesso preda di crisi isteriche con violenti attacchi d'ira nei confronti degli umani (si anch'io a volte vorrei essere un cane per poter mordere qualcuno, ma cerco di trattenermi).
Candy, la mia dolcissima Pippi, era molto insicura aveva sempre paura di sbagliare, una personalità debole che aveva sempre bisogno di una guida per affrontare il mondo.
Camomilla aveva un culto dell'ego portato all'eccesso, se fosse stata un essere un umano probabilmente sarebbe stata Napoleone, il mondo è mio e lo domino io... non ti sta bene? ti invado! e poi mi proclamo imperatore, siete tutti miei sudditi e a me dovete obbedire! Per fortuna mostrava una certa forma di tolleranza verso quelli evidentemente più deboli e evitava di cancellarli dalla faccia della terra.
IIIIIsottina, la mia piccola, capitata nel mondo per sbaglio, tutto per lei era eccessivamente pericoloso: le ombre, le foglie mosse dal vento o un pezzo di carta accartocciato troppo rumorosamente potevano farla svenire di paura. A volte mi chiedo come sia riuscita a sopravvivere 17 anni, ma poi mi dico che era pur sempre un gatto...
Romy ha fatto dell'invisibilità e del mutismo la sua ragione di vita, alcuni amici, se pur assidui frequentatori di casa, in vent'anni l'avranno vista si e no due volte. Era come quelle persone delle quali non si accorge mai nessuno, quelle che si vestono di grigio, non parlano mai, alle riunioni non intervengono (anche perché ci si dimentica di convocarle), quelle che rimangono chiuse in ufficio dopo che se ne sono andati tutti perché la guardia facendo l'ultimo giro di controllo non si accorge che sono ancora lì alla scrivania....
Poker... Il Fetente, sicuramente soggetto a frequenti crisi di satiriasi, soffriva di sdoppiamento della personalità tipo dottor jekill e mister hide, ma senza l'aiuto di una pozione per la trasformazione. In casa dolcissimo, affettuoso e disponibile, fuori aggressivo dispotico e furfante! In versione umana sarebbe stato sicuramente un bandito, quelli d'altri tempi, diciamo un ladro gentiluomo...
E alla fine è arriva Sofy, se l'abbiamo ribattezzata Psyco un motivo ci sarà.... perché anche adesso dopo nove anni che viviamo insieme a volte mi guarda e capisco chiaramente che mi sta chiedendo: ma tu chi sei???? vorrai mica farmi del male vero?? e poi io un gatto così ciarliero non l'ho mai incontrato, ma possibile che ci debba parlare neanche fosse un pappagallo? e ovviamente nelle discussioni l'ultima parola deve essere la sua!
Comunque che mi siano capitati solo casi così peculiari non è certo un caso....
mercoledì 31 marzo 2010
domenica 14 marzo 2010
Quella volta che Candy mi mandò all'ospedale
Io e Candy stavamo sempre insieme... prima che iniziassi a lavorare trascorrevamo tutta la giornata assieme, al mattino uscivamo in bici per andare a comprare il giornale, poi in camera mia a studiare, dopo pranzo una passeggiatina e poi ancora a studiare, di notte invece preferiva dormire con la nonna perchè avendo la camera al pianterreno poteva chiedere di uscire anche durante la notte... e la nonna docilmente ubbidiva ad ogni comando.
L'unica cosa che disturbava un pò Candy era il fatto che la mia camera fosse in mansarda, infatti la sua mole non le rendeva agevole il salire e scendere dalle scale, era sempre un momento di tensione e soprattutto detestava stare verso il lato esterno, voleva sempre a tutti i costi stare dalla parte del muro e fu questo particole a causare l'incidente.
Quando iniziai a lavorare le passeggiate giornaliere furono sospese e cercavo di compensare alla mia mancanza con una uscita un pò più lunga la domenica mattina, la cagnona aspettava quel momento con ansia e prima di uscire si faceva prendere dalla classica frenesia canina prepasseggiata, uggiolando e saltando a destra e sinistra.
Quella fatale domenica mattina tutto si stava svolgendo secondo il solito copione, io mi stavo vestendo e Candy stava dando fuori di matto... via tutte e due di corsa giù per le scale verso la porta, e fu li che commisi l'errore, Candy rimase verso il lato esterno della scala un paio di gradini sopra di me, uno scarto improvviso il repentino spostamento del cane verso il muro e io vidi i miei piedi per aria... mi schiantai letteralmente la schiena sullo spigolo del gradino di marmo. Non sentii dolore e la cosa mi preoccupò subito, fu come quando si prende una botta al gomito e si sente una scossa elettrica, solo che io la scossa la sentii dall'altezza delle scapole per tutto il corpo... mi resi subito conto che non riuscivo più a muovere le gambe e che doveva essere successo qualcosa di grave. Se ne rese subito conto anche il disgraziato cane, che incominciò a ululare e così facendo attirò l'attenzione dei miei genitori. E poi fu tutto un susseguirsi di eventi frenetici, l'ambulanza, il ricovero, gli esami... il mio tentativo di sbranare un'infermiera che mi diceva che ero troppo tranquilla, la crisi isterica che mi prese nella risonanza magnetica tanto da dovermi sedare perchè stavo seriamente danneggiando il macchinario a furia di testate... il neurochirugo che mi visitò poche ore dopo disse che non riusciva a spiegarsi la presenza, dato che ero caduta sulla schiena, di quel grosso ematoma nella zona frontale.... il suo assistente gli spiegò che quello era la conseguenza della claustrofobia... comunque decisero di rimandare l'operazione per rimuovere l'ematoma che comprimeva il midollo spinale e che causava la paralisi e tentare di farlo riassorbire con una massiccia dose di cortisone, per fortuna tutto si risolse nel giro di pochi giorni e in capo a due settimane ero di nuovo a casa sulle mie gambe, e con un fiammante busto in metallo e plastica che mi teneva insieme dal mento alle anche.
Non ricordo quasi nulla di quei giorni, solo che continuavo a dire, non fate niente al mio cane, non è stata colpa sua....ma il mio cane come sta? è a casa vero? non gli è successo niente vero?
A mia insaputa a casa si stava consumando un dramma, parenti e amici continuamente in visita ai miei genitori appena entravano in casa e si trovavano di fronte al cane non facevano che dire: Ma Candy, cosa hai fatto alla marzia? candy ma lo sai che marzia sta male per colpa tua? oh Candy ma cosa hai fatto?? il povero cane dopo la decima volta che sentiva questa frase, comprese perfettamente di essere colpevole di qualcosa nei miei confronti. Comprensibilmente fino al mio ritorno a casa, anche i miei genitori furono piuttosto freddi con lei. La tragedia esplose in tutta la sua gravità al mio ritorno a casa, io non vedevo l'ora di riabbraciare il mio cane, ma il mio cane non aveva nessuna intenzione di avvicinarsi nuovamente a me... figurati, son due settimane che tutti mi sgridano per qualcosa che ho fatto a marzia... io non mi avvicino di certo, e poi si muove in modo strano, cos'è tutto quel metallo che ha addosso? no no io non mi avvicino...
Ci vollero due giorni prima che capitolasse e si sciogliesse in lacrime tra le mie braccia, tra zampate musate e slinguazzate sulla mia faccia, e ben tre settimane prima che potesse prendere il coraggio a quattro zampe e salire di nuovo in camera mia.
Sono passati vent'anni, la schiena ogni tanto mi fa male ancora, e quando sento quella piccola fitta ne parte subito un'altra immediata al cuore, perchè vedo subito l'espressione di Candy quando mi vide rientrare in casa... ma cosa è successo, ma cosa ti ho fatto che tutti mi sgridano? povera, dolcissima, incolpevole candy, mi credete se dico che non vorrei mai essere caduta, non tanto per quello che accadde a me, ma per quello che ha passato lei?
L'unica cosa che disturbava un pò Candy era il fatto che la mia camera fosse in mansarda, infatti la sua mole non le rendeva agevole il salire e scendere dalle scale, era sempre un momento di tensione e soprattutto detestava stare verso il lato esterno, voleva sempre a tutti i costi stare dalla parte del muro e fu questo particole a causare l'incidente.
Quando iniziai a lavorare le passeggiate giornaliere furono sospese e cercavo di compensare alla mia mancanza con una uscita un pò più lunga la domenica mattina, la cagnona aspettava quel momento con ansia e prima di uscire si faceva prendere dalla classica frenesia canina prepasseggiata, uggiolando e saltando a destra e sinistra.
Quella fatale domenica mattina tutto si stava svolgendo secondo il solito copione, io mi stavo vestendo e Candy stava dando fuori di matto... via tutte e due di corsa giù per le scale verso la porta, e fu li che commisi l'errore, Candy rimase verso il lato esterno della scala un paio di gradini sopra di me, uno scarto improvviso il repentino spostamento del cane verso il muro e io vidi i miei piedi per aria... mi schiantai letteralmente la schiena sullo spigolo del gradino di marmo. Non sentii dolore e la cosa mi preoccupò subito, fu come quando si prende una botta al gomito e si sente una scossa elettrica, solo che io la scossa la sentii dall'altezza delle scapole per tutto il corpo... mi resi subito conto che non riuscivo più a muovere le gambe e che doveva essere successo qualcosa di grave. Se ne rese subito conto anche il disgraziato cane, che incominciò a ululare e così facendo attirò l'attenzione dei miei genitori. E poi fu tutto un susseguirsi di eventi frenetici, l'ambulanza, il ricovero, gli esami... il mio tentativo di sbranare un'infermiera che mi diceva che ero troppo tranquilla, la crisi isterica che mi prese nella risonanza magnetica tanto da dovermi sedare perchè stavo seriamente danneggiando il macchinario a furia di testate... il neurochirugo che mi visitò poche ore dopo disse che non riusciva a spiegarsi la presenza, dato che ero caduta sulla schiena, di quel grosso ematoma nella zona frontale.... il suo assistente gli spiegò che quello era la conseguenza della claustrofobia... comunque decisero di rimandare l'operazione per rimuovere l'ematoma che comprimeva il midollo spinale e che causava la paralisi e tentare di farlo riassorbire con una massiccia dose di cortisone, per fortuna tutto si risolse nel giro di pochi giorni e in capo a due settimane ero di nuovo a casa sulle mie gambe, e con un fiammante busto in metallo e plastica che mi teneva insieme dal mento alle anche.
Non ricordo quasi nulla di quei giorni, solo che continuavo a dire, non fate niente al mio cane, non è stata colpa sua....ma il mio cane come sta? è a casa vero? non gli è successo niente vero?
A mia insaputa a casa si stava consumando un dramma, parenti e amici continuamente in visita ai miei genitori appena entravano in casa e si trovavano di fronte al cane non facevano che dire: Ma Candy, cosa hai fatto alla marzia? candy ma lo sai che marzia sta male per colpa tua? oh Candy ma cosa hai fatto?? il povero cane dopo la decima volta che sentiva questa frase, comprese perfettamente di essere colpevole di qualcosa nei miei confronti. Comprensibilmente fino al mio ritorno a casa, anche i miei genitori furono piuttosto freddi con lei. La tragedia esplose in tutta la sua gravità al mio ritorno a casa, io non vedevo l'ora di riabbraciare il mio cane, ma il mio cane non aveva nessuna intenzione di avvicinarsi nuovamente a me... figurati, son due settimane che tutti mi sgridano per qualcosa che ho fatto a marzia... io non mi avvicino di certo, e poi si muove in modo strano, cos'è tutto quel metallo che ha addosso? no no io non mi avvicino...
Ci vollero due giorni prima che capitolasse e si sciogliesse in lacrime tra le mie braccia, tra zampate musate e slinguazzate sulla mia faccia, e ben tre settimane prima che potesse prendere il coraggio a quattro zampe e salire di nuovo in camera mia.
Sono passati vent'anni, la schiena ogni tanto mi fa male ancora, e quando sento quella piccola fitta ne parte subito un'altra immediata al cuore, perchè vedo subito l'espressione di Candy quando mi vide rientrare in casa... ma cosa è successo, ma cosa ti ho fatto che tutti mi sgridano? povera, dolcissima, incolpevole candy, mi credete se dico che non vorrei mai essere caduta, non tanto per quello che accadde a me, ma per quello che ha passato lei?
lunedì 1 marzo 2010
Guardando la tv
Doveva succedere prima o poi, e alla fine è successo... Sofy ha scoperto la televisione! "Quella scatola nera e calda che si trova in soggiorno ha dentro delle cose colorate che si muovono" è venuta a dirmi di corsa ieri pomeriggio, sembrava quasi affannata e cercava di portarmi verso la tv. Poi, più tardi l'abbiamo sorpresa che guardava tutta rapita e estasiata una sfilata di Dolce e Gabbana, trovarle un nuovo nome è stato un attimo: adesso si chiama anche Gaetana, per una sintesi tra Gatta e Gabbana!
venerdì 29 gennaio 2010
Valentino, un canarino anomalo
Valentino era un canarino. Mio nonno l'aveva recuperato in un cortile di un palazzo vicino al nostro, una massa informe di piume gialle, tutto sporco e bagnato, solo penne e ossa, probabilmente scappato da qualche gabbia, non essendo in grado di volare stava morendo di fame e forse era anche stato ferito da qualche altro animale. Per qualche giorno Valentino rimase in casa dei nonni, libero, tanto non sapeva volare e non poteva cacciarsi nei guai, venne rimpinzato per bene e si riprese molto velocemente, tanto che Micia aveva una curiosa espressione stampata sul volto felino tipo " ma che carini, mi stanno allevando la merenda".
Il nonno cercò in tutti i modi di farlo volare, ma non ci fu verso... un giorno lo vidi sul tetto del garage in cortile che lanciava nel vuoto il povero Valentino, questi planò per qualche metro, per poi schiantarsi rovinosamente a terra e aspettare fiducioso che il nonno tornasse a prenderlo.
Diciamo che Valentino aveva la stessa attitudine al volo di un tacchino, forse pensava di essere un pollo perchè lo si poteva vedere passeggiare in cortile proprio come una gallina, ogni tanto guardava in su, osservava il volo dei passeri e sembrava chiedersi "cosa mai ci troveranno di interessante nel volo?".
Dopo qualche tempo, Valentino ebbe una voliera tutta sua, non certo per impedirgli di andare via, cosa possibile solo se avesse acquistato un biglietto del tram, ma piuttosto per impedire a Micia di prendersi quella che lei era ormai convinta essere la sua merenda.
Valentino visse molti anni, non ricordo esattamente quanti, ma comunque tanti per un canarino, visse in modo anomalo e in modo anomalo morì, lo trovammo una mattina praticamente esploso nella sua gabbia. Mah... nella nostra famiglia sono transitati solo animali strani... chissà perchè?
Il nonno cercò in tutti i modi di farlo volare, ma non ci fu verso... un giorno lo vidi sul tetto del garage in cortile che lanciava nel vuoto il povero Valentino, questi planò per qualche metro, per poi schiantarsi rovinosamente a terra e aspettare fiducioso che il nonno tornasse a prenderlo.
Diciamo che Valentino aveva la stessa attitudine al volo di un tacchino, forse pensava di essere un pollo perchè lo si poteva vedere passeggiare in cortile proprio come una gallina, ogni tanto guardava in su, osservava il volo dei passeri e sembrava chiedersi "cosa mai ci troveranno di interessante nel volo?".
Dopo qualche tempo, Valentino ebbe una voliera tutta sua, non certo per impedirgli di andare via, cosa possibile solo se avesse acquistato un biglietto del tram, ma piuttosto per impedire a Micia di prendersi quella che lei era ormai convinta essere la sua merenda.
Valentino visse molti anni, non ricordo esattamente quanti, ma comunque tanti per un canarino, visse in modo anomalo e in modo anomalo morì, lo trovammo una mattina praticamente esploso nella sua gabbia. Mah... nella nostra famiglia sono transitati solo animali strani... chissà perchè?
giovedì 31 dicembre 2009
I botti di capodanno
I botti di capodanno danno fastidio a molti, umani e non. A me danno molta noia... li detesto, Sofy non fa una piega, Pochipò era preso da un terrore cieco al solo scoppio di una miccetta e anche Candy, anche i temporali erano fonte di paura incontrollata. Poker una volta ha cercato persino di entrare in frigorifero, perchè nessun altro luogo gli sembrava altrettanto sicuro.
Il secondo capodanno della vita di Candy ce lo ricorderemo tutti per sempre. L'anno prima era trascorso serenamente, si il cane era un pò agitato, ma era cucciolo e si addormentò presto di un sonno talmente profondo che nulla avrebbe potuto svegliarla. L'anno dopo fu molto diverso.
Premetto che anche i nostri vicini di casa avevano un cane, si chiamava Cindy e era molto amica di Candy, passavano molto tempo insieme a chiacchierare e fare dei giretti in giardino spettegolando sugli altri cani del vicinato, anche lei aveva il terrore dei botti e a differenza di Candy non viveva in casa, ma in una cuccia in giardino.
Dunque la sera del 31 i miei genitori uscirono con i loro amici, io con i miei e la nonna andò da sua sorella a Milano.
Verso le due stavo rientrando a casa, quando all'inizio della via incrocia la macchina dei miei genitori, bene stavano rientrando a casa tutti insieme, parcheggiammo le auto in giardino e ci avviammo, raccontandoci le rispettive serate, verso la porta di ingresso alla vista della quale ammuttolimmo tutti e tre... il portoncino di legno dell'entrata era quasi divelto, c'erano pezzi di legno ovunque e anche qualche traccia di sangue, la serratura tuttavia era ancora chiusa. "oddio i ladri!!!" fu l'unanime commento. Con mano malferma mio padre riuscì ad aprire la serratura ed entrammo in casa con circospezione. In tutta la casa regnava un gran disordine... "ma dov'è il cane?" Candy non si trovava da nessuna parte, entrammo in camera dei miei genitori, tutto il loro armadio era stato svuotato e i vestiti erano sul letto, "oddio la casa svaligiata e il cane sparito!". Poi poco alla volta il raziocinio si fece largo nelle nostre menti, quale ladro svuota gli armadi e non apre nemmeno un cassetto? ma soprattutto quale ladro prende tutte le scarpe di casa e le mette sul letto? di sicuro nessuno, men che meno dopo averle morsicate... "possibile che sia stato il cane?", a quel punto la massa dei vestiti sul letto incominciò a muoversi e da quella pila emerse prima il muso e poi tutto il cane, "ma pippi! ma cosa hai fatto?", la risposta fu un eloquente uggiolio accompagnato da musate e zampate varie. Rimaneva ancora da spiegare la distruzione della porta d'ingresso. La soluzione si presentò poco dopo, sulle sue quattro zampe, con il muso e le zampe ferite e sanguinanti, la povera Cindy, presa dal terrore aveva cercato di entrare in casa e raggiungere la sua amica, per trascorrere insieme l'ultimo dell'anno.
A Candy e Cindy è andata bene, i successivi veglioni di capodanno, li hanno passati insieme in cantina, con sempre qualcuno di noi in casa...
Il secondo capodanno della vita di Candy ce lo ricorderemo tutti per sempre. L'anno prima era trascorso serenamente, si il cane era un pò agitato, ma era cucciolo e si addormentò presto di un sonno talmente profondo che nulla avrebbe potuto svegliarla. L'anno dopo fu molto diverso.
Premetto che anche i nostri vicini di casa avevano un cane, si chiamava Cindy e era molto amica di Candy, passavano molto tempo insieme a chiacchierare e fare dei giretti in giardino spettegolando sugli altri cani del vicinato, anche lei aveva il terrore dei botti e a differenza di Candy non viveva in casa, ma in una cuccia in giardino.
Dunque la sera del 31 i miei genitori uscirono con i loro amici, io con i miei e la nonna andò da sua sorella a Milano.
Verso le due stavo rientrando a casa, quando all'inizio della via incrocia la macchina dei miei genitori, bene stavano rientrando a casa tutti insieme, parcheggiammo le auto in giardino e ci avviammo, raccontandoci le rispettive serate, verso la porta di ingresso alla vista della quale ammuttolimmo tutti e tre... il portoncino di legno dell'entrata era quasi divelto, c'erano pezzi di legno ovunque e anche qualche traccia di sangue, la serratura tuttavia era ancora chiusa. "oddio i ladri!!!" fu l'unanime commento. Con mano malferma mio padre riuscì ad aprire la serratura ed entrammo in casa con circospezione. In tutta la casa regnava un gran disordine... "ma dov'è il cane?" Candy non si trovava da nessuna parte, entrammo in camera dei miei genitori, tutto il loro armadio era stato svuotato e i vestiti erano sul letto, "oddio la casa svaligiata e il cane sparito!". Poi poco alla volta il raziocinio si fece largo nelle nostre menti, quale ladro svuota gli armadi e non apre nemmeno un cassetto? ma soprattutto quale ladro prende tutte le scarpe di casa e le mette sul letto? di sicuro nessuno, men che meno dopo averle morsicate... "possibile che sia stato il cane?", a quel punto la massa dei vestiti sul letto incominciò a muoversi e da quella pila emerse prima il muso e poi tutto il cane, "ma pippi! ma cosa hai fatto?", la risposta fu un eloquente uggiolio accompagnato da musate e zampate varie. Rimaneva ancora da spiegare la distruzione della porta d'ingresso. La soluzione si presentò poco dopo, sulle sue quattro zampe, con il muso e le zampe ferite e sanguinanti, la povera Cindy, presa dal terrore aveva cercato di entrare in casa e raggiungere la sua amica, per trascorrere insieme l'ultimo dell'anno.
A Candy e Cindy è andata bene, i successivi veglioni di capodanno, li hanno passati insieme in cantina, con sempre qualcuno di noi in casa...
sabato 26 dicembre 2009
Le zampe più morbide
Candy era un cane buono, il cane più buono che io abbia mai incontrato. Forse perchè aveva avuto modo di capire la diversità tra una vita di maltrattamenti e randagia e una vita casalinga circondata da affetto familiare. Al contrario di Pochipò che invece aveva subito vinto al superenalotto dei cani. La differenza tra loro due era proprio questa, a parte anche una certa dose di acume in più di cui era dotato il fetente, acume che gli avrebbe senz'altro evitato un fatto increscioso accaduto a Candy. Avevo portato pippi al parco lambro, a lei piaceva tantissimo, perchè poteva correre, incontrare altri cani, farsi accarezzare dai bambini... stavamo appunto fecendo una corsa in direzione del fiume quando, arrivate sul ciglio delle riva io mi fermai, ma lei no... tutta presa dalla foga della corsa decise di saltare un cespuglio e nella posa plastica dell'atletico salto ho potuto scorgere il suo sguardo stupito quando si è resa conto che si stava tuffando nel fiume... Ripescarla fu complicato. Nonostante il bagnoschiuma alla lavanda puzzò per diverso tempo di acqua di fiume marcio. A Pochipò non sarebbe mai successo.
Ma Candy aveva altre qualità, che sopperivano ampiamente a questa sporadica mancanza di lucidità e capacità di analisi critica della situazione, era buona paziente e comprensiva. Tanto paziente da lasciarsi spalmare e massaggiare i polpastrelli delle zampe con la leocrema... si, era una fissa della nonna che Candy avesse le zampe screpolate e allora tutte le sere le faceva un impacco di crema con relativo massaggio. La cosa strana non era che la nonna pensasse che il cane avesse la pelle secca, ma che questa convinzione fosse condivisa dal cane. Mi capitava spesso di entrare nella stanza della nonna la sera e vedere Candy sdraiata sul letto a pancia in su che si faceva massaggiare i piedi con la crema, io le guardavo scuotendo la testa e mi veniva restituito uno sguardo che voleva dire: beh che c'è di strano? ovviamente non dalla nonna... dal cane.
Candy aveva delle zampe morbidissime, quasi come quelle di un gatto, non so se per natura o per gli impacchi di crema della nonna!
Ma Candy aveva altre qualità, che sopperivano ampiamente a questa sporadica mancanza di lucidità e capacità di analisi critica della situazione, era buona paziente e comprensiva. Tanto paziente da lasciarsi spalmare e massaggiare i polpastrelli delle zampe con la leocrema... si, era una fissa della nonna che Candy avesse le zampe screpolate e allora tutte le sere le faceva un impacco di crema con relativo massaggio. La cosa strana non era che la nonna pensasse che il cane avesse la pelle secca, ma che questa convinzione fosse condivisa dal cane. Mi capitava spesso di entrare nella stanza della nonna la sera e vedere Candy sdraiata sul letto a pancia in su che si faceva massaggiare i piedi con la crema, io le guardavo scuotendo la testa e mi veniva restituito uno sguardo che voleva dire: beh che c'è di strano? ovviamente non dalla nonna... dal cane.
Candy aveva delle zampe morbidissime, quasi come quelle di un gatto, non so se per natura o per gli impacchi di crema della nonna!
giovedì 24 dicembre 2009
Pochipò e il Natale
Ogni anno a Natale, sotto l'albero c'era sempre un pacchettino anche per Pochipò. Come facesse lui a sapere quale era il suo è sempre stato un mistero, eppure non sbagliava mai. Si fiondava diretto verso il suo regalo lo prendeva in bocca e se lo portava sul divano dove con le zampe e con i denti lo apriva e poi tutto fiero, andava in giro di corsa per la casa con il suo regalo in bocca. Quest'anno non ci sarà il solito pacchettino sotto l'albero...
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